Cristiano Malgioglio: “Sono stato geloso di Paolo Limiti”

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Paolo Limiti si è spento lo scorso 27 giugno, a 77 anni, nella sua casa milanese. Dopo un duro anno di lotta contro il cancro. E’ stato un grande protagonista della televisione e conoscitore della musica italiana. Conduttore televisivo, autore, esperto di storia dello spettacolo. Amatissimo dal pubblico e amico delle Dive di Hollywood. Galante e simpatico, ha scritto canzoni per Mina ma anche per Ornella Vanoni, Dionne Warwick, Fred Bongusto, Iva Zanicchi, Mia Martini e Al Bano. Un Signore che il collega Cristiano Malgioglio ricorda commosso: “Ci lascia un uomo che ha fatto la tv. Spiritoso, preparato e sempre con il sorriso”. E ci confessa un rimpianto che lo lega al conduttore milanese, svelando poi che fine ha fatto una delle sue creature più divertenti: Floradora, il pupazzo – cane dal ciuffo rosa e gli occhi azzurri.

Ci ha lasciato Paolo Limiti, un autore straordinario, conduttore e paroliere. Quale è il suo ricordo?

E’ stato un autore stupendo, sicuramente. Un grande professionista Era un amico, anche se non ci frequentavamo. Confesso che quando  Paolo Limiti era già Paolo Limiti ne sono stato geloso. Lui ha scritto per Mina, anche se poi dopo sono subito arrivato io.

Cosa l’ha colpito di più della sua personalità?

Era un uomo intelligente, di grande cultura. Molto raffinato e con un carattere forte. E’ stato uno dei pochi, se non l’unico presentatore a parlare inglese, considerando che quelli di oggi non parlano neanche l’italiano. Ha intervistato le più importanti star internazionali che venivano nei suoi programmi.

Quali racconti avete condiviso dietro e fuori le quinte?

Purtroppo non abbiamo mai lavorato insieme. Sono stato ospite in un suo programma solo una volta. Non ho delle storie da raccontare che ci legano. Ma quando ci incontravamo parlavamo molto del mondo di Hollywood e delle dive di ieri. Un argomento che interessava ad entrambi. Non lo frequentavo perché non amo frequentare il mondo dello spettacolo.

Le sarebbe piaciuto lavorare insieme?

Ho un grande rimpianto perché Gianvito Lo Maglio, un dirigente Rai, voleva farci fare uno spettacolo insieme, e sarebbe stata un’avventura bellissima. Purtroppo non è andata in porto. Ma era un’idea grandiosa. Una trasmissione che avrebbe incollato milioni di persone davanti alla tv. Lui con i suoi racconti  di ieri, e io con quelli di oggi. Purtroppo di soldi non o non ce ne erano per investire in uno show del genere.

E’ stato uno dei primi su twitter a salutarlo sottolineando: “Ci lascia Paolo Limiti, un autore straordinario e delicato e di grande cultura. Tanto dolore per la sua scomparsa”. Come ha saputo che se ne era andato?

Mi è arrivato un sms da Angelo Perrone (press agent, ndr). Non ho voluto presenziare al suo funerale perché mi mettono troppa tristezza. E poi non mi piace lo spettacolo, i fotografi, le televisioni. Tutto quel circo. Le scomparse sono terribili, soprattutto quando se ne vanno i numeri uno. Professionalmente e umanamente perdiamo una grande persona.

Cosa ci ha lasciato?

Delle canzoni meravigliose, come quel capolavoro che è “La voce del silenzio” o “Bugiardo e incosciente”.

Era così come appariva in tv anche nella vita?

Si, assolutamente. Quello che apprezzavo di più era il fatto che sorridesse sempre.

Quale era il suo tratto distintivo?

Era un uomo molto simpatico.

Secondo lei in qualche modo la Rai lo aveva dimenticato?

La Rai non dimentica nessuno. Paolo ha lavorato per anni, anni e anni. La Rete gli ha dato grandissimo spazio. Magari aveva qualche altra idea che avrebbe voluto proporre che non gli hanno permesso di realizzare.

Cosa perde il mondo dello spettacolo con la sua morte?

Sicuramente un grande protagonista della televisione e della musica. Un cavallo di battaglia.

Hai news su Floradora, il cane pupazzo che ha animato moltissime sue trasmissioni e che apparve per la prima volta a “Ci vediamo in tv”?

L’ho conosciuta nell’ultima edizione del suo programma. Poi è stata regalata ad un mio amico svizzero. Ora starà tutta piena di polvere chiusa dentro una valigia, almeno credo. Mentre la persona che le prestava la voce è partita, vive tra il Venezuela e Cuba.

Tantissimi personaggi dello spettacolo si stringono l’un l’altro per ricordare Paolo Limiti, e ne parlano in con tanto affetto.

Molti sono anche falsi, attenzione! Ci sono i veri amici ma altri fanno veramente pietà. Sono uno che ci crede poco nell’amicizia nel mondo dello spettacolo, alla maggior parte non frega nulla di nessuno. Diciamo le cose come stanno.

Si ricorda l’ultima volta che lo ha visto?

Ci siamo visto lo scorno anno ad un’inaugurazione. Ci siamo salutati con un sorriso. Abbiamo riso e ci siamo raccontati un po’ di cose.

Si capiva che era già malato?

No, assolutamente. Anzi era molto allegro e tranquillo. Sempre con una risata sulla bocca.

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