Giorgia Meloni annuncia la gravidanza al Family Day

L’annuncio della Leader di Fratelli d’Italia alla manifestazione in favore della famiglia tradizionale suscita un vespaio di polemiche.

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Ce la ricordiamo ancora quando nel commentare la gravidanza di Gianna Nannini diceva: “Non ho ancora avuto figli, spero di averne in futuro, ma immagino che a qualche ora dal parto penserei a tante cose, tranne che a far chiamare il mio ufficio stampa per raccogliere delle dichiarazioni utili ad avviare un po’ di dibattito intorno alla nascita di mio figlio”. Una dichiarazione che aveva fatto infuriare la cantante, rea di aver condotto una gravidanza mediatica. Una Giorgia diversa quindi quella che annunciava davanti alle telecamere presenti al Family Day, la sua gravidanza.

Critiche scatenate
I social sono andati immediatamente all’attacco, con commenti, è il caso di dirlo, spesso vergognosi. Una gravidanza è sacra, quella della Nannini come quella della Meloni, come uno decida di viverla alla fine sono scelte sue. Quindi le offriamo un mazzo di fiori virtuale che si unisce a quello reale inviato dal premier Matteo Renzi. Molti personaggi dello spettacolo invece non hanno resistito a calcare la mano sul fatto. Luciana Littizzetto a Che Tempo che Fa ha rimarcato: “La Meloni ha annunciato di aspettare un meloncino. Fa molto ridere che l’abbia detto al Family Day e cioè nella piazza della famiglia tradizionale perché lei non è sposata. Ne sono contenta, ma è come andare a un festival vegano e dire di avere appena mangiato una fiorentina al sangue”. E Vladimir Luxuria ha inviato un augurio su Twitter: “Auguri e figli trans!”. Pronta la replica di Giorgia: “Se anche mio figlio fosse trans, non sarei d’accordo con le unioni omosessuali”.

Contro la stepchild adoption
Già perché la Giorgia nazionale era al Family Day per protestare contro la stepchild adoption. Si tratta dell’articolo della Legge Cirinnà sulle unioni civili in esame al Senato che prevede la possibilità per il coniuge dello stesso sesso di adottare il figlio del partner in assenza dell’altro genitore biologico. Un provvedimento che viene incontro a situazioni familiari già in essere, per quanto assai rare, in relazione a bambini esistenti che hanno già due mamme o due papà, come ci hanno mostrato in questi giorni diversi servizi televisivi. Per la Meloni questo provvedimento aprirebbe la porta alla pratica dell’utero in affitto (non consentita in Italia) per i gay e dell’inseminazione artificiale eterologa (cioè da un donatore sconosciuto) per le coppie lesbiche. In realtà entrambe queste pratiche non riguardano affatto la stepchild adoption. La maggioranza delle persone che ricorrono all’inseminazione artificiale e alla maternità surrogata sono le coppie eterossesuali, in cui uno dei membri della coppia è sterile. È il caso di molte donne operate di tumore alle ovaie o all’utero. Una delle coppie lesbiche intervistate, invece, parlava addirittura di inseminazione fai da te grazie a un amico della coppia. Evento difficile da normare! Non è quindi possibile mettere insieme stepchild adoption, fecondazione assistita e maternità surrogata, consentita e normata in diversi paesi. Nel caso di una coppia con mamma e papà, il figlio avuto tramite procreazione medicalmente assistita viene riconosciuto in automatico, nonostante non sia legale in Italia, basta recarsi all’anagrafe.

La procreazione medicalmente assistita
Ma è proprio contro queste pratiche in toto che si scaglia le leader di Fratelli d’Italia dalle pagine del Corriere della Sera: “Io contesto la pretesa assurda di volere a tutti i costi un figlio come fosse un diritto acquisito, contesto il capriccio di chi – forte perché organizzato in gruppo, perché adulto, perché vota, perché spesso ha i mezzi per una fecondazione eterologa o una maternità surrogata – vuole decidere sulla pelle di bambini che non sono oggetti da creare a piacimento”. Le fa eco invece il prof. Veronesi che si spende a favore della procreazione medicalmente assistita: “Bisogna guardare al futuro e anticipare i tempi. L’infertilità maschile e femminile è in aumento e non si può escludere a priori una soluzione che nei prossimi anni sarà una necessità”. Mentre l’avvocato dell’associazione Luca Coscioni, in relazione alla volontà, espressa attraverso un emendamento alla legge Cirinnà, di punire chi ricorre a queste pratiche all’estero (coppie eterosessuali o omosessuali) fa chiarezza: «Non è possibile perché si porrebbe in contrasto sia con il diritto internazionale che con la legislazione italiana». Il ricorso a queste pratiche non è un reato universale come lo è, ad esempio, l’omicidio. «Se io uccido in Olanda, sono perseguibile anche qui. Se io faccio uso di droghe in Olanda, dove è consentito, non posso essere perciò perseguito qui, anche se le leggi italiane sono diverse. Dunque, da questo punto di vista, l’estensione del divieto alla maternità surrogata andrebbe in conflitto con il diritto internazionale».

di Davide Marré

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