HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO, MA NON MAURO REPETTO

Ecco che fine ha fatto “l’altro” degli 883

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“All’inizio Mauro facevo finta di suonare la chitarra mentre Max Pezzali cantava, ma si vedeva troppo che stavo fingendo. Quindi ho iniziato a ballare sul palco. Evidentemente, ha funzionato”. Ve lo ricordate vero? Chi parla è Mauro Repetto, artefice dei grandi successi anni ’90 degli 883, anche se a noi che lo guardavamo sul palco, sembrava solo il biondino che saltellava dietro Max Pezzali.

Lei ha lasciato gli 883 nel 1994, in un momento di grande successo, perché l’ha fatto?
“Non mi sentivo all’altezza della situazione. Giù dal palco io e Max ci dividevamo i compiti, ma poi sul palco faceva tutto Max, mentre io mi limitavo a saltellare, insomma, mi sentivo inutile e stupido. La mia timidezza e fragilità non mi ha permesso di sopportare il peso della notorietà e forse anche a causa di consigli sbagliati, me ne sono andato”.

Dove?
“Inizialmente in America. Mi ero innamorato di una modella vedendola su un giornale, si chiamava Brandy. Così sono andato a Miami con un conoscente che lavorava all’Hollywood, che aveva promesso di presentarmela. La conosco, me rifiuta ogni mio corteggiamento e dopo sei mesi torno in Italia, ma ormai non mi sentivo più parte degli 883 e ho passato un periodo un po’ sbandato, senza sapere cosa fare della mia vita”.

E come ha reagito?

“Ho fatto tante cose in maniera confusa: mi sono laureato in lettere, ho perso una fortuna perché mi ero messo in testa di fare il produttore, ho cercato di fare musica come solista, insomma, sono stati anni difficili, fino a quando ho deciso di andare in Francia a fare l’attore e da lì è partita la mia rinascita”.

La Francia e nello specifico Parigi, ora è la sua città, ci racconta come ha deciso di stabilirsi lì?

Parto per la Francia, dove ritento la strada del cinema col cortometraggio Point Mort, purtroppo senza successo. Allora deciso di rispondere ad un annuncio e inizio a lavorare come animatore a Disneyland Parigi, vestendo i panni del cowboy. Dopo pochi mesi, però, mi nota il responsabile delle risorse umane del parco, che pochi anni prima aveva fatto l’erasmus a Pavia, mi riconosce e sorpreso mi chiede come mai stia sprecando così il mio talento creativo, e allora mi propone il posto di produttore di eventi speciali. Il lavoro mi piace, va bene e dopo qualche anno divento  il manager di riferimento degli eventi più importanti del parco.

Oltre al lavoro la Francia le ha portato anche l’amore…

Sì, alla fine della mia storia c’è un lieto fine. Nel 2002 a Parigi ho conosciuto Josephine, ci siamo sposati e sono nati due figli Dean e Carla.

Con Max avete cantato di nuovo insieme del 2012, non pensa mai ad una reunion?

Max si è presentato a Disneyland Parigi con la moglie nel 2012, erano anni che non lo vedevo. Abbiamo cominciato a parlare e mi ha convinto a partecipare come corista al singolo Sempre noi con J-Ax, oltre che come attore nel relativo videoclip. Nel 2013 poi, ho scritto con Max i brani Il presidente di tutto il mondo e Welcome Mr. President pubblicati nell’album Max 20, nel quale canto una parte in francese. Posso dire che, se negli anni ’90 l’uomo ragno alla fine sono stato io ad ucciderli, 20 anni sono rinato io, come fanno i supereroi!”.

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