La coppia dell’acido

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Secondo una ex di Alexander Boettcher, dietro all’aria da bravo ragazzo si nascondeva una persona che imponeva sesso a tre e praticava scarnificazioni.

di Davide Marrè

 

Alexander Boettcher, Martina Levato e Andrea Magnani sono comparsi davanti al gip Giuseppe Gennari nel carcere di San Vittore, ma i tre non hanno risposto alle domande. L’interrogatorio si è svolto dopo la nuova ordinanza di custodia cautelare inviata in carcere per aver aggredito numerose vittime tra maggio e dicembre scorsi con l’acido e il coltello. La motivazione centrale dell’ordinanza contro i tre è l’accusa di associazione a delinquere. Assieme alla coppia diabolica Boettcher e Levato, c’era anche Andrea Magnani che è considerato una sorta di dipendente dei due.

Boettcher, di professione broker, è sempre sembrato un bravo ragazzo, sempre in giro per i locali della movida di Milano, e sempre pieno di soldi. Questo faceva perdere la testa a molte ragazze. A mano a mano che le cose diventavano più approfondite iniziava a fare discorsi strani parlando dei suoi allenamenti con dei presunti paramilitari russi.
Mostrava alle sue partner dei filmati dove uomini dal volto «oscurato» uccidevano «delle galline tirandogli il collo» e impartiva delle «vere e proprie regole» nell’ambito di rapporti sessuali a tre. Una sorta di lavaggio del cervello in piena regola. Questo è quanto emerge da una testimonianza di una ragazza che è stata allegata agli atti dei magistrati della Procura di Milano. Inchiesta coordinata dal pm Marcello Musso e dall’aggiunto Alberto Nobili.

Lui si faceva chiamare ‘The King’, e con la bocconiana Martina Levato hanno messo a segno tutta una serie di azioni da serial killer tra cui anche un tentativo di evirazione, messo in atto da Martina. Queste azioni avvenivano su commissione di Alexander, affinchè la ragazza si «purificasse» dai rapporti avuti con altri uomini in un quadro allucinatorio. È sempre la testimone che è stata con Boettcher e Martina che racconta del triangolo amoroso in cui il broker l’aveva coinvolta assieme alla bocconiana mentre erano in vacanza in Grecia, lo scorso agosto.

Ma dagli atti dei verbali emerge anche di più. Ci sono per esempio le «scarnificazioni», ossia le ferite sulla pelle, che Martina, subiva da Alexander. Una A incisa su guancia e coscia, ma anche una serie di bruciature di sigaretta. Lei aveva pure minacciato il suicidio dopo che lui l’aveva lasciata e lui di tutto risposta aveva chiamato il padre di lei insultandolo e dicendogli di andare a salvare sua figlia. Sul verbale compare anche la dichiarazione della teste che racconta di una serata passata in discoteca tutti e tre insieme: Quando ho visto come Alexander toccava Martina ho avuto un senso di fastidio tanto da dirgli di smetterla. Alexander in questa circostanza mi disse in maniera brusca che non dovevo più permettermi di dire una cosa del genere ed inveiva fisicamente verso me. Martina invece mi sembrava sempre serena e tranquilla.

Anche a le Boetcher aveva chiesto di stilare una lista di tutti i suoi ex, stessa cosa fatta da Martina, per poi colpirli uno per uno.

Le vittime individuate attualmente sono oltre a Pietro Barbini, sfigurato con l’acido nel dicembre scorso, reato per il quale Boettcher e Levato erano già stati arrestati una prima volta, anche Stefano Savi, studente, vittima peraltro di uno scambio di persona, aggredito il 2 novembre scorso, e di Giuliano Carparelli, sfuggito all’aggressione un paio di settimane più tardi.

Martina Levato è chiamata a rispondere, per le tre aggressioni, con nove capi d’imputazione a suo carico, più il tentativo di evirare un collega universitario, nel maggio del 2014.

Sembrerebbe che la coppia avesse pure acquistato dei fucili a vernice, al fine di migliorare la capacità offensiva e la precisione nel colpire il volto delle vittime. Nell’armamentario anche acido corrosivo, spray urticante al peperoncino, coltello e martello, gli strumenti utilizzati per offendere.

Ermanno Gorpia, avvocato di Alexander Boettcher, ha dichiarato di voler rinunciare al mandato. Il legale contesta sia l’accusa, associazione a delinquere, che il metodo usato finora dai magistrati, visto che non gli è stato permesso di visitare il suo assistito in carcere, stesso trattamento riservato anche all’avvocato della Levato. Leggiamo da mesi delle accuse sui giornali, poi arriva il momento in cui possiamo prenderne visione e non possiamo falro. Non mi sta bene che dicano ci sia stato un disguido. Si vuole arrivare ad una condanna severissima e nel più breve tempo possibile.

 

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