La Raggi è indagata, ma è Dibba che fa parlare

Mentre la sindaca diventa ogni giorno più grigia a causa delle vicende romane, è Alessandro Di Battista che dichiara il suo fidanzamento ad essere al centro delle ‘indagini’ dei paparazzi.

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(KIKA) - PALERMO - Beppe Grillo è volato a Palermo per lo Sfiducia day, per sfiduciare simbolicamente il presidente della Regione Rosario Crocetta che qualche giorno fa ha azzerato la giunta, aprendo una crisi di governo.Durante il suo comizio il fondatore del Movimento 5 Stelle ha fatto delle dichiarazioni choc: "La mafia è stata corrotta dalla finanza, dalle multinazionali e dagli affari. Prima non metteva bombe nei musei o uccideva i bambini nell’acido. La mafia aveva una sua morale" aggiungendo anche: "Non dovrei dire queste cose, vedete domani i giornali titoleranno che Grillo inneggia alla mafia”, per poi concludere: “Bisognerebbe quotare la mafia in Borsa, perché così ci si guadagnerebbe".Come previsto dallo stesso Grillo le sue dichiarazioni hanno occupato le prime pagine dei quotidiani.

Lo sapevano da mesi nel M5S che Virginia Raggi sarebbe stata indagata. Era talmente chiaro che Beppe Grillo si era affrettato da tempo a modificare il regolamento del Movimento con tanto di plebiscito online. Nel nuovo decalogo niente dimissioni in caso di indagini a carico, la cosiddetta norma Raggio che oggi consente alla sindaca di rimanere al suo posto.

Virginia Raggi è infatti indagata nell’inchiesta relativa alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio. Con un post sul suo profilo Facebook è lei stessa a fare l’annucio:

“Mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle. Ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento.”

Subito dopo l’uscita della notizia, a Di Martedì, la trasmissione di Floris su LA7, è toccato ad Alessandro Di Battista, la sinistra pentastellata, difendere la Raggi. “Il comune di Roma non è facile, lo abbiamo sempre detto. Su duecento dirigenti ce ne quasi cinquanta indagati. Quello che chiediamo dall’inizio è del tempo.” E poi ha aggiunto: “Si è affidata ad una persona sbagliata, ha messo una firma sbagliata. Ma la nomina del fratello di Marra è stata subito revocata. Abbiamo sempre detto alla Raggi che la vicinanza a Marra non era positiva, ma lei diceva che è incensurata”. Parlando ai cittadini spiega che si tratta di firme sbagliate e nomine sbagliate e non di denaro pubblico.

Mentre la Raggi se la passa piuttosto male al comune di Roma, tra veti incrociati grillini e un amministrazione disatrata, è in ascesa la stella di Di Battista che interviene ormai un po’ su tutto dopo gli scivoloni che hanno messo per ora il collega Di Maio al tappeto, gli ultimi quelli sul congiuntivo che proprio Di Maio non riesce ad azzeccare. Tre sbagli in fila su twitter. Come riporta infatti l’account @nonleggerlo, il deputato M5s e vice presidente della Camera, ha aggiornato tre volte il suo stato (due sul profilo Twitter e una su Facebook) cambiando la coniugazione del verbo usato ma scrivendolo sbagliato altrettante volte. Sui social in molti hanno commentato ironicamente lo ‘scivolone’

Di Battista ha tentato di difendere il collega con piglio forcaiolo durante una protesta a Roma degli ambulanti. “Un congiuntivo e non la Bolkenstein diventa notizia nazionale, e non è semplice sconfiggere questo sistema mediatico, sono 4 anni che subiamo qualsiasi cosa, soprattutto da questo sistema mediatico per non essere mai scesi a compromessi”, aveva detto il deputato. Le parole di Di Battista, si vede in un video, incassano l’applauso dei manifestanti. “Sono dei servi”, “Mandateli a casa, li ammazziamo noi”, si sente ancora. Un uomo, rivolgendosi direttamente al parlamentare M5s, chiede “una mano con questa stampa maledetta”.

Forse Di Battista dimentica che è proprio la rete, tanto invocata a far risaltare questi fenomeni, peraltro comuni tra i personaggi pubblici. Sarà che il deputato è galvanizzato anche dal fatto di non essere più single. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle sui social annuncia di frequentare una ragazza e posta un selfie di coppia invocando rispetto per la privacy: “Da giorni diversi fotografi ci seguono ovunque (e seguono questa ragazza fino al pianerottolo di casa o nel suo posto di lavoro per scoprire il suo nome). Tanto vale dirgli che si chiama Sahra e che, in effetti, ci stiamo frequentando”.

di Davide Marrè

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