Mara Salvatrucha: le band latinos invadono Milano a colpi di machete

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E’ questo il marchio della gang di latinos che due settimane fa ha aggredito un ferroviere a Milano quasi tagliandogli il braccio

di Davide Marrè

Così Milano si dimentica per un attimo i clandestini siriani ed eritrei per guardare ad un immigrazione più radicata nel territorio e di lungo corso. Salvadoregni ed equadoregni che lentamente hanno preso possesso di ampie zone della città, controllando in particolare lo spaccio di droga. La gente si stupisce, ma di criminalità dei latinos a Milano si parla almeno dal 2006. Non più tardi di un anno fa 13 giovani dominicani appartenenti alla pandilla del «Trinitarios», erano stati arrestati per le aggressioni tra bande avvenute alla fermata di Sesto Rondò.

Le gang si muovono in periferia alla conquista di territori. Ma la Mara è diversa dalle altre gang, ha una storia, dei rituali, si entra e non si esce. Nasce negli anni 80 in California da immigrati salvadoregni con lo scopo di difendere i propri connazionali dalle gang afroamericane e messicane. La MS-13 come viene anche chiamata si è poi spostata verso paesi diversi tra loro come Ecuador, Argentina, El Salvador, Honduras, Guatemala. Le attività principali sono omicidi, furti, contrabbando e spaccio di droghe, commercio di armi al mercato nero. Le prove di ingresso sono durissime e vanno da un violento pestaggio per i ragazzi allo stupro di gruppo per le ragazze. Negli Stati Uniti l’Fbi oggi la reputa la più pericolosa banda di strada. In Italia arrivano tra il 2005 e il 2006. Il sospetto è che la stessa ‘ndrangheta più volte protagonista delle storie di mafia dell’hinterland milanese, lasci avanzare queste gang.

La mafia nostrana infatti è una criminalità 2.0 che non si sporca più le mani di sangue, ma che punta in alto mentre lascia in gestione il mercato dello spaccio e le attività più cruente. Aggiungiamoci che la qualità militare che i gruppi mafiosi italiani apprezzano di questi gruppi è proprio la capacità di controllare il territorio. Gli italiani non lo fanno più…Il simbolo della gang sudamericana è il machete e proprio con quest’arma che in un treno di Villapizzone a Milano, hanno tagliato un braccio a un ferroviere. La sua colpa: aver chiesto il biglietto. La situazione non si risolverà sparando qualche colpo di pistola, negli USA l’FBI ha dedicato un reparto speciale alla Mara. In Italia, al di là delle solite sciocchezze dette dai soliti noti, che cosa stiamo aspettando?

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