Maria Monsè: creo abiti insieme a mia figlia

La stilista Maria Monsè ci racconta la sua nuova linea di abbigliamento Perla Monsè

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Maria Monsè ci riserva sempre grandi sorprese. Showgirl, conduttrice, scrittrice, stilista… qualunque cosa faccia, la fa in grande stile e con ottimi risultati. Adesso, dopo essersi fatta le ossa negli ultimi quattro anni, lavorando fianco a fianco allo stilista Luca Conti Taguali, ha deciso di provare a spiccare il volo da sola, con una linea tutta sua intitolata a sua figlia Perla, la bambina nata dieci anni fa dal matrimonio con Salvatore Paravia. L’occasione è stata la presentazione della collezione Bambola, durante una meravigliosa sfilata organizzata presso l’hotel Radisson.

Come ti senti a iniziare questa avventura da sola?
Mi sento emozionata come una bambina, ancora di più perché sto investendo nonostante la crisi che, ammettiamolo, c’è ed è evidente. Questo rappresenta un banco di prova importante, una responsabilità in più. Negli ultimi quattro anni ho lavorato insieme al mio caro amico Luca Conti Taguali, che conosco da dieci anni, dal quale ho imparato moltissimo sul lavoro di stilista e che ringrazio col cuore. Adesso però mi sentivo pronta a provare a contare soltanto sulle mie energie, sulle mie forze.

Come mai hai deciso di fondere il tuo nome con quello di tua figlia?
Sono una mamma che condivide tutto ciò che vive insieme alla sua bambina perciò ho voluta averla con me anche in questa avventura. Tra l’altro anche il logo è molto bello: al posto della O di Monsè c’è una conchiglia tondeggiante e al suo interno c’è scritto Perla.

Come nasce questa linea?
Nasce da ciò che vivo e l’ispirazione arriva anche da mia figlia. Perla adesso ha 10 anni, è nel pieno della sua età, del suo essere bambina. E’ attiva, partecipe, vivace, ha le idee chiare di tutto ciò che deve fare. E poi è una fonte di ispirazione perché ama il bello, segue i programmi più fashion in tv, l’ho portata al concerto di Violetta e avevano dei vestiti bellissimi. Ecco, lei assorbe tutto.

Qual è il concept di questa collezione?
Scegliamo, creiamo e perfezioniamo originalità e unicità degli abiti, le nostre collezioni haute couture sono caratterizzate da uno stile unico, da raffinatezza e cura dei dettagli. Nelle scorse settimane abbiamo presentato la linea “Bambola”: ci sono corpini, gonne con il tulle, gonne ampie. Alcuni vestiti sono in coordinato mamma&figlia. Il pezzo forte è un abito che si chiama Barbie: un tubino bianco con una gonna rosa in tulle, molto elegante.

Nelle scorse settimane hai presentato la collezione con una sfilata. Come si organizza un evento del genere?
L’evento è stato organizzato nell’Hotel Radisson e siamo stati accolti magnificamente dalla direttrice Iolanda Cipriani. Organizzare una sfilata è molto impegnativo ed è fondamentale il lavoro di squadra. Per questo voglio ringraziare Luca Conti Taguali, il pittore e art director Daniele Pacchiarotti, che tra l’altro essendo un ritrattista di dive, ha esposto tutti i suoi ritratti durante la serata, il videomaker Antonello Martone che ha realizzato un video della collazione. E poi ovviamente Enza Mignacca che si è occupata del trucco, Silvia Gori che ha seguito la selezione delle modelle e l’hairstylist Rosario D’Anna.

Che aria che si respira dietro le quinte?
La sfilata per me è sempre un esame, ne faccio abbastanza durante l’anno e per questo voglio essere più naturale possibile. È un’emozione e una fatica e infatti il giorno dopo ho sempre mal di testa. Siamo un gruppo ridotto, ma con il resto dello staff facciamo i salti mortali e diamo sempre il massimo. Mi piacerebbe anche presentare questi eventi, ma devo stare sempre in giro ad accogliere le persone, salutare gli amici, far fronte ai piccoli imprevisti. Per fortuna abbiamo Anthony Peth, un presentatore bravissimo che ringrazio molto.

C’è un dettaglio che caratterizza le tue modelle?
Sì, amo le modelle molto femminili. Non troverete mai ad una mia sfilata una modella mascolina, senza forme e con i capelli cortissimi. Le mie modelle sono tutte formose e dai lunghi capelli: sono delle bambole! Un’altra cosa che richiedo è che sfilino con grazia e lentamente, senza fretta.

Come le incoraggi prima di mandarle in passerella?
Sono molto classica. Dico “Sei bellissima, vai tranquilla, nessuno è qui per criticarti”.

Se tua figlia ti dicesse che da grande vuole fare la modella?
Lei l’ha già detto! Si sente una modella, ma le o spiegato che tutte le modelle fanno anche un secondo lavoro, così che chiedo qual è il secondo lavoro che vuole fare e risponde: dottoressa o attrice. Non bisogna spezzare i loro sogni, disilluderle in maniera forte, ma nemmeno alimentare vane speranze. Oggigiorno non si vive solo con la moda.

Infatti tu fai tantissime cose. Hai anche aperto una boutique a Porto Cervo. Aprirai altri negozi?
Sì, aprirò una boutique a Roma e una a Catania: ho già individuato due punti vendita adatti.

Come farai a seguire tutto?
Avrò delle commesse valide, ma io voglio esserci, rimanere in contatto con il personale e con i clienti. Sento così tanto le mie boutique che ieri ho cenato al bancone del ristorante: il negozio diventa casa. La commessa del negozio in Costa Smeralda è molto valida, ma mi sono accorta che quando ci sono io è un’altra cosa: il pubblico ha bisogno della personalità di chi ha fatto le cose col cuore, quando spiega l’abito chi lo ha creato lo sente e questo lo si percepisce.

Sarai molto impegnata, pensi che lascerai definitivamente il mondo dello spettacolo?
Assolutamente no! Anzi, ho fatto dei provini che pare siano andati bene e probabilmente mi vedrete molto presto in tv!

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