Mariah Carey e Deniro sponsor comunità LGBT… Mentre l’Italia litiga sulle Unioni Civili

Approvato il testo della legge Cirinnà che riconosce le unioni tra coppie dello stesso sesso, ma le polemiche non sono finite. Intanto negli Stati Uniti le Star supportano la comunità LGBT.

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Mariah Carey e Robert De Niro sono stati i protagonisti della 27 edizione dei GLAAD Media Awards, organizzati al Waldorf Astoria Hotel di New York. GLAAD, è l’acronimo di Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, ed è un organizzazione no profit impegnata ad eliminare l’omofobia e la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale. Uno degli eventi più visibili è l’annuale GLAAD Media Awards, premio assegnato alle persone e alle produzioni dell’intrattenimento, per il loro contribuito nel dare un’immagine più veritiera e accurata della comunità LGBT e delle questioni che riguardano la loro vita. Quest’anno il premio è andato a Mariah Carey e Robert De Niro.

Premiati per l’impegno verso la comunità LGBT

Sarah Kate Ellis, CEO del GLAAD, ha così motivato il premio Ally Award attribuito a Mariah Carey: “Una figura mediatica che ha sempre usato il suo palco per supportare costantemente e aiutare attivamente la comunità LGBT ad essere più forte e rispettata. Attraverso la sua musica e il suo supporto. sempre molto forte e sentito, Mariah Carey ha ispirato e rafforzato un numero infinito di fans LGBT in tutto il pianeta. È un’amica della comunità LGBT e ha lottato, e continua ancora, senza mai stancarsi, per l’accettazione e l’inclusione”.

Ma il vero protagonista è stato Robert De Niro, premiato da Jennifer Lawrence. Prima di dare il premio al veterano la Lawrence ha scherzato con “Bob”, in apertura del suo discorso ha detto: ““Robert De Niro non è gay, quindi non capisco perché siamo qui!”. Poi lo ha elogiato per i suoi contributi nel settore dei media, per l’attenzione mostrata per le persone gay e lesbiche.

De Niro è poi salito sul palco e ha accettato il premio tra l’acclamazione della folla. Poi rivolto a Jennifer ha detto: “Grazie, Jen. Se fossi lesbica, ti farei la corte. Essere una figura paterna ha le sue limitazioni.”

Quello che succede in Italia

Mentre oltre oceano, i Vip supportano la comunità LGBT. In Italia si discute ancora dell’appena approvata legge Cirinnà, che ha legalizzato le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Per i detrattori conservatori si tratterebbe di un simil matrimonio. Sono le parole del cardinal Bagnasco che tuona sulle Unioni Civili affermando che le differenze col matrimonio sono solamente terminologiche. Per i detrattori radicali del movimento LGBT invece la legge non soddisfa perché monca della step child adoption, la parte che consentirebbe di adottare il figlio del partner, cosa che già avviene, ma che necessita di un passaggio da giudice. Una moltitudine di coppie gay e lesbiche sono invece ampiamente soddisfatti perché si potranno finalmente sposare, probabilmente a partire da ottobre quando saranno emanati i decreti esecutivi.

La battaglia non è finita

Naturalmente la battaglia non è ancora finita. Due settimane fa il gruppo di estrema destra, Forza Nuova  ha fatto irruzione a Roma nel Gay Center. “A questi signori spieghiamo che le Unioni civili non saranno mai legge, perché la perversione non sarà mai legge”. Così Alessio Costantini, esponente romano di Forza Nuova, candidato nelle liste del comune di Roma, affigge all’ingresso dell’associazione Gay Center un manifesto di protesta del movimento di estrema destra. Incredulo il presidente dell’associazione Lgbt, Fabrizio Marrazzo, che prende in mano il telefono e chiede l’aiuto delle forze dell’ordine. Costantini dimentica che l’apologia di fascismo è reato in Italia. Chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, come l’affissione di cartelli discriminatori e intimidatori, è punibile con il carcere.

Ma gli atti di intimidazione non sono finiti qui. Forza Nuova ha fatto irruzione all’hotel Serapo di Gaeta dove la senatrice Monica Cirinnà partecipava a un incontro organizzato dai Giovani Democratici di Gaeta in cui si parlava delle Unioni Civili. I militanti di destra sono arrivati con giubbotti mimetici e hanno esposto uno striscione “Dall’unione all’ adozione, il vostro progresso è degenerazione”. Il pubblico presente in sala si è infuriato è dopo alcuni momenti di urla e caos è intervenuta la Digos.

Forse è arrivato il momento di istituire anche in Italia un’organizzazione come il GLAAD americano, premiando coloro che si distinguono nella lotta ad ogni forma di omofobia e discriminazione.
di Davide Marrè

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