Misteri sul grande schermo: gli horror maledetti

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Non sono solo classici di genere, l’horror, sono anche pellicole avvolte dal mistero per i fatti inspiegabili che ne hanno accompagnato la produzione

di Davide Marrè

 

Alla fine tutti ne abbiamo visto almeno uno, anche i più fifoni si sono dovuti cimentare con certe pellicole che facevano accapponare la pelle, se non altro perché a loro volta hanno ispirato magari quelle parodie che ai nostri amici piacevano tanto. Sono i film horror che per decenni, con alterne fortune, hanno portato sugli schermi cinematografici il mistero: eventi paranormali, demoni e spiriti maligni di ogni genere, bestie assassine, killer assetati di sangue, ma anche creature che il sangue lo bevono, i vampiri che hanno dato vita a pellicole dove gli eredi di Dracula più che farci orrore ormai ci fanno innamorare come dei veri e propri eroi romantici. Molte di queste pellicole sono però protagoniste a loro volta di storie misteriose e fatti inspiegabili che le hanno rese ancora più affascinanti.

In principio fu Nosferatu, il film muto dedicato al Principe della Notte, ispirato a Dracula. Fu diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e proiettato per la prima volta il 5 marzo 1922. Il regista venne denunciato dagli eredi di Bram Stoker, perdendo la causa per violazione del diritto d’autore, venendo condannato a distruggere tutte le copie della pellicola. Solo grazie a una copia clandestina conservata da Murnau il film è arrivato ai giorni nostri. Intorno alla figura del Conte Orlok interpretato da Max Schreck, nei decenni si sono create numerosissime leggende. La più famosa è che Murnau si sia recato nei Carpazi per cercare un vero vampiro. Di Max Schreck che, in tedesco, suona come “Massimo Spavento” in realtà si sa effettivamente poco e niente. Apparso dal nulla e nel nulla tornato a fine riprese, ha da sempre scatenato l’immaginario.

L’esorcista
esorcistaLa svolta nel genere horror arriva con L’esorcista che rimane in assoluto il film più spaventoso di tutti i tempi. Il film uscì negli Stati Uniti il 26 dicembre 1973 e in Europa a Londra il 16 marzo 1974. Le cronache riportano diversi casi di convulsioni, svenimenti e vomito tra gli spettatori che guardavano la pellicola. Non si era mai osato tanto sul grande schermo. Negli anni che seguirono l’uscita del film giravano una moltitudine di storie, eventi soprannaturali accaduti sul set, mai confermati. Diversi incidenti però accompagnarono davvero la fase di produzione. Nei giorni successivi alle riprese la casa dei protagonisti andò a fuoco, l’unica stanza a salvarsi fu la camera da letto di Regan. Durante il film morirono nove persone che erano in qualche modo legate alla pellicola: il fratello di Max Von Sydow, la nonna di Linda Blair, il figlio appena nato di un tecnico e l’addetto alla refrigerazione del set. La gigantesca statua del demone assiro Pazuzu che fu inviata in Iraq per girare l’inizio del film, sparì finendo ad Hong Kong. Persino la città eterna è legata a queste leggende: sembra che a Roma in una piazza nelle vicinanze del cinema Metropolitan dove si proiettava il film, una croce alta due metri, venne colpita da un fulmine per cadere dal tetto di una chiesa centenaria.

The Omen
Protagonista il diavolo, anzi suo figlio, anche in The Omen, del 1976, in Italia Il presagio, che ha dato origine in realtà ad una trilogia: seguito da La maledizione di Damien e Conflitto Finale. L’anticristo era già apparso sul grande schermo in realtà nel 1968 grazie a un altro classico, Rosemary’s Baby di Roman Polanski. Ne Il Presagio la vicenda è però più horror, con qualche virata splatter che anticipa gli horror anni ‘80. Anche in questo film esiste un mistero nel mistero: l’aereo su cui viaggiava Gregory Peck durante le riprese fu colpito da un fulmine e lo stesso aereo tre giorni dopo, con un altro attore, David Seltzer, venne nuovamente colpito da un fulmine. La stazione metropolitana di Green Park a Londra saltò in aria poco prima che arrivasse la troupe. John Richardson, autore della sequenza della decapitazione del fotografo, ebbe un incidente d’auto frontale. La fidanzata in auto con lui, morì proprio decapitata. Quando rinvenne disse che vide la scritta “Liège 66,6 km”.

Poltergeist
Gli anni ’80 si aprono con quello che sarà un altro classico del genere horror, diretto da Tobe Hopper su soggetto, sceneggiatura, produzione e montaggio di Steven Spielberg, Poltergeist. Molti gli eventi inspiegabili legati a questo film, in particolare la scia di morte che ha preso il nome di Maledizione di Poltergeist. Quattro degli attori hanno perso la vita durante la trilogia: Heather O’Rourke, protagonista, è morta a soli 12 anni, Dominique Dunne è stata strangolata a 22 anni, Julian Beck è morto per un tumore allo stomaco, Will Sampson dopo un trapianto.

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