Pamela Petrarolo si confessa!

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Tutti se la ricordano ballare come una scheggia impazzita a “Non è la Rai”. Era l’effervescente Pamela Petrarolo, una delle poche che non cantava in playback. Oggi la neo quarantenne, mamma di due figlie, sta per tornare in pista con un nuovo album, ma prima lancia un appello a Maria De Filippi: «Perché non fai “Amici over 40”? Dovevo nascere negli anni di Maria ma poi non avrei fatto ‘Non è la Rai’ e se penso a tutto quello che è stato non potrei proprio rinunciarci».

 

Sei stata uno dei volti di punta della trasmissione più famosa del pomeriggio italiano degli anni ’90 firmata Gianni Boncompagni e condotta da Ambra Angiolini.  Ma poi cosa hai fatto?

Subito dopo la fine del programma abbiamo fatto una tournee estiva nello storico locale “Bandiera Gialla”, dove riproponevamo “Non è la Rai”. Po ho fatto molte ospitate tv per promuovere i miei dischi. A venti anni, però, ho avuto un serio problema di salute e mi sono fermata per guarire.

 

Cosa è successo?

Ho rischiato di morire. Mi hanno presa per i capelli a causa di una peritonite che mi ha causato un’infezione bruttissima. Ho impiegato un po’ di tempo per riprendermi fisicamente. Ero debilitata. Per due anni sono stata fuori dal giro.

 

E dopo?

Ho avuto la mia prima bambina Alice che oggi ha 14 anni. Mi sono sposata a 24 anni. Poi ho cercato di capire cosa volessi fare: se continuare con la musica o con la tv. Dopo un successo così grande devi fermarti e valutare quale strada percorrere.

 

Ha provato a sfondare con la musica?

Sono stata un anno al Lairone 10 di Firenze, uno studio di registrazione per preparare il mio terzo album. Abbiamo provato a fare dei brani, ma alla fine del progetto non ero soddisfatta del risultato. Quel genere di canzoni non mi appartenevano. E’ stata comunque un’esperienza formativa.

 

E’ stata dura rimanere lontana dalla televisione dopo tutto quel successo?

Sinceramente non ho accusato il colpo. Ero giovane e non avevo questa fame di fare subito qualcosa. Mi sono presa del tempo per me. Mi arrivavano molto proposte, ma nulla mi convinceva e poi è passato del tempo.

 

Nel suo futuro vedeva piuttosto la famiglia?

Si, mi vedevo sposata con dei figli. Quando è capitata l’occasione sono subito diventata mamma e mi sono dedicata alla mia piccola. Quando lei ha compiuto tre anni mi è stata proposto il reality  “La Fattoria” e ho partecipato e da quel momento sono rientrata in tv anche grazie a Barbara D’Urso.

 

La D’Urso quindi ti ha aiutata?

Si, ho partecipato sempre ai suoi programmi: mi ha dato la possibilità di ballare e cantare. La stimo come artista e poi è una donna molto generosa, lo è stata con me e con molti altri colleghi.

 

Hai partecipato a “Non è la Rai” dal 1991 al 1995 dove ti sei alternata, durante la terza stagione, alla storica conduttrice Ambra Angiolini. A distanza di venticinque anni puoi confessarcelo, eri un po’ invidiosa di Ambra?

No. Sono sempre stati gli altri a parlare di una rivalità mediatica. Non ho mai subito questa pressione, anzi. Avevamo due ruoli ben distinti all’interno del programma. Io cantavo e ballavo. Ambra presentava. Non penso che lei mi abbia tolto qualcosa e io sono stata molto contenta della sua carriera. Ognuno ha seguito il suo percorso.

 

Eravate veramente tutte amiche? Tutte amiche no. Eravamo delle ragazze che condividevano lo stesso sogno. Le mie amiche più strette erano Angela Di Cosimo, Eleonora Cecere e Emanuela Panatta con cui sono rimasta in contatto.

 

Ed Ambra?

Eravamo molto amiche. Io dormivo a casa sua e lei nella mia. E poi, a 16 anni, abbiamo condiviso una vacanza memorabile a Londra. Eravamo io, lei, una redattrice della trasmissione e il suo ex marito che convinsero i nostri genitori a mandarci visto che eravamo minorenni. E’ stata un’esperienza completamente folle. Mi ricordo tantissime risate. Poi siamo cresciute.

 

Ha vissuto momenti di difficoltà economica? Magari quando sei entrata nel mondo del lavoro eri penalizzata dalla tua esperienza in televisione?

Non ho mai pensato che la tv sarebbe stato il mio unico lavoro. I miei genitori mi hanno sempre tenuto con i piedi per terra, soprattutto per il futuro. Mi hanno sempre consigliato di trovarmi un’alternativa al mondo dello spettacolo.

 

E quale è stata la tua?

Mi sono diplomata come insegnante di danza: ho avuto la stessa soddisfazione rispetto alla mia passione per la televisione. L’ho detto anche alle mie alunne di trovare un’alternativa, per non rischiare di essere schiacciati. Quando posso insegno, anche se con la nascita di Angelica che ha 19 mesi non è semplicissimo.

 

Un ricordo personale del tuo pigmalione Gianni Boncompagni

E’ stato un padre artistico e un punto di riferimento. Era il mio confidente. Mi ha sempre stimolata a inseguire il mio istinto, i miei sogni e a credere nel mio talento. E’ stato lui a dirmi che potevo cantare e a nominarmi “The voice” . E poi mi ha fatto ridere tantissimo.

 

 

Mamma di due figlie. Ora ti dedichi principalmente alla loro crescita?

Sono una mamma super attiva. Ma non ho mai rinunciato alle occasioni che mi sono capitate e ho sempre pensato che fosse giusto prenderle al volo e mi sono organizzata. Ho cercato di conciliare tutto per realizzare i miei sogni, anche se non è facile con i figli. Non ho una baby sitter, né mia mamma vicina. Faccio tutto da sola.

 

Da mamma oggi manderebbe sua figlia in televisione a 15 anni?

Se volessero entrare nel mondo dello spettacolo non avrei nessun problema. Devono sentirsi libere. L’importante è che le loro scelte siano sempre dettate dalla passione e che non si debbano sentire spinte verso qualcosa che non le appartiene.

 

Hai vissuto la delusione o sei contenta del tuo percorso?

Avrei potuto fare di più, sicuramente, ma non rimpiango nulla. Ho provato a fare il salto di qualità per ottenere il massimo del risultato ma penso anche che non ci si dovrebbe accanire troppo nelle cose. Nella mia breve carriera mi sono tolta tante soddisfazioni e posso ancora dare tanto. E poi mai dire mai.

 

Cosa dobbiamo aspettarci prossimamente dall’esplosiva Pamela?

Finalmente a settembre uscirà il mio terzo album. E’ un anno che ci lavoro, arrangiando nuovamente tutti i brani più famosi che ho cantato a “Non è la Rai” ma in chiave pop. E poi  sono due anni che provo l’audizione di “Tale e Quale show” di Conti. Arrivo fino alla fine ma poi non mi prendono. Adoro fare le imitazioni  e spero quest’anno di riuscirci.

di Sonia Russo

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