Ryan Gosling e Russell Crowe: i due “Nice Guys” arrivano a Roma

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Sembrano due simpatiche canaglie, e forse lo sono. Russel Crowe alias il Gladiatore e Ryan Gosling, tra gli attori di Hollywood più amati al mondo, arrivano a Roma, dopo la parentesi al Festival di Cannes, in tenuta sportiva (jeans e maglietta), rilassati e sorridenti, per presentare “The nice guys”. L’action movie diretto da Shane Black, dove interpretano due investigatori privati nella Los Angeles del 1977. Una divertente coppia che funziona perfettamente sul grande schermo e anche dal vivo, nel continuo scambio di battute che si ”lanciano”, come in un partita di calcio, sport amatissimo dal tifoso Crowe che si diverte a prendere in giro l’amico Ryan Gosling, ribattezzandolo in italiano “Rino Ragazzino”.

Nel poster del suo personaggio Ryan viene definito sexy, lei come si sente ad essere considerato un sex symbol?

Ryan Gosling: “Bene, mi fa sentire a mio agio con questa definizione” (ride, n.d.r.)

Russell Crowe: “L’ho visto per la prima volta in tv quando era solo un ragazzino, quando interpretava il giovane Hercules. Si capiva già da lì che sarebbe diventato un sex symbol!”.” (ride, n.d.r.)

Vi siete rifatti a qualche coppia del grande schermo?

Russell Crowe: “Siamo cinefili e anche cineasti, per cui conosciamo Stanlio e Olio, Abbot e Costello, Crosby & Hope, Gene Wilder e Richard Pryor. Ma non abbiamo mai cercato di rifarci ad una coppia specifica”.

Ryan Gosling: “È il genere cinematografico di Shane Black quindi non abbiamo preso spunto da nessuno in particolare, fuori dal suo cinema. È tutta opera del regista. I personaggi erano già così sulla carta”.

Potete raccontarci di più sullo stile comico che avete usato nel film?

Ryan Gosling: “Lo strumento comico è disarmante e dà tutto un altro senso all’azione e a differenza del dramma, sai subito se funziona o no. È stato molto eccitante esplorare un tipo di commedia fisica. Ho sempre sperato di mettere dello humour anche nei miei drammi”.

Russell Crowe: “Anche ne “Il Gladiatore” ci sono cose divertenti, c’erano piccole parti comiche che avevo aggiunto. Tipo quella in cui decapito uno con due spade, fa ridere perché ne sarebbe bastata una”.

Russel, pensa mai ai personaggi che ha interpretato in passato con un po’ di nostalgia per il tempo passato?

“Il bello del nostro mestiere è che i ruoli cambiano con te. Non si possono interpretare personaggi giovani quando si è avanti con l’età, c’è un periodo per tutto. Ma non mi spaventa invecchiare per un ruolo, recitare il padre di una ventenne, o semmai in futuro pure un settantenne nel remake di Sul lago dorato. Il segreto è non rimanere ancorato ad un solo ruolo per tutta la vita. Io entro in ogni storia, il divertimento è proprio cambiare”.

Russel, lei suona in una band. Tornerà a farlo anche in futuro?

“Assolutamente sì, magari torneremo anche qui in Italia. La cosa bella è che non paghiamo pubblicità dal 2006. Ormai mi basta un tweet e il concerto va sold out in pochi minuti”.

Russel, le donne sono figure dominanti nella storia del film, è d’accordo?

“Certo, solo che credo che il Nirvana, e quindi la perfezione, si raggiunga solo attraverso il bilanciamento, dove l’uomo ama e rispetta la donna e viceversa. Non credo in una leadership da parte di uno dei due sessi, né al cinema né nella vita. Bisogna camminare insieme”.

Ryan, nel futuro c’è “Blade Runner”, cosa ci può anticipare al riguardo?

“Niente, posso solo dire o Blade o Runner, ho un cecchino che mi segue ovunque, se dico qualcosa di sbagliato mi fa fuori (ride n.d.r.). In realtà inizieremo a girare presto. Ho amato il mondo e i personaggi del primo film, è una storia che merita di continuare”.

Entrambi avete debuttato alla regia nel 2014. Pensate di tornare dietro la macchina da presa?

Russell Crowe: “Vorrei tornare a dirigere un film con una grande storia. Non mi sono mai sentito così bene come dirigendo The Water Diviner. Sono stato io a prendere tutte le decisioni. Finora mi hanno offerto la regia solo di piccole storie odiose. Storie di gente intorno a un tavolo, per lo più ambientate in una stanza. Io vorrei invece una grande tela, vorrei essere come Tiziano. Finché non mi sentirò così, aspetterò”.

Ryan Gosling: “Dopo Lost river ho in mente un paio di progetti, spero di realizzarne uno l’anno prossimo”.

di Paola Medori

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