Silvia Mezzanotte e le ore di trucco, l’artista racconta tutto quello che c’è dietro il palco di “Tale e Quale Show”

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Da “Brivido caldo” a “Messaggio d’amore”, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2002, Silvia Mezzanotte, per 10 anni voce dei Matia Bazar, ha incantato il pubblico. L’artista bolognese è tra le concorrenti più talentuose di “Tale e Quale show”. Determinata e rigorosa, anche quando deve affrontare lunghe sedute di trucco che lei stessa ironicamente definisce “l’ora degli zombie” .

Perché ha accettato di partecipare a “Tale e Quale Show”?

Mi è sembrata un’occasione per rimettermi totalmente in gioco. E’ straordinario sperimentare ogni settimana una personalità, una vocalità, una postura, un trucco e un pettinatura differenti. Ed è possibile grazie a Tale e Quale.

All’inizio di questa avventura aveva paura?

Ero terrorizzata. Ora mi sono sciolta di più e tutti riescono a vedere anche la mia parte molto autoironica, andando a smussare una serie di mie rigidità che mi porto dietro da sempre.

Cosa significa trasformarsi ogni settimana?

Scompari da te stessa ed entri nel personaggio. Costringi le tue corde vocali ad altre tonalità, dandoti un’elasticità ed un arricchimento continuo.

Le è mai capitato di addormentarsi al trucco?

Maria Luisa, la mia truccatrice, ha delle immagini fantastiche. Mi mette la calotta, poso la testa e poi mi faccio un sonnellino. Tutti si addormentano: Solenghi si fa delle dormite colossali, come me.

Quale è il momento più divertente?

L’ora degli zombie, così la chiamo io. Più o meno tutti devono indossare la calza o la calotta, questa sorta di preservativo bianco che si mette in testa prima della parrucca. In quel momento i truccatori ci chiedono se vogliamo andare a mangiare. Allora ci si alza e vedi girare dei veri morti viventi che faticano a riconoscersi.

Con chi sta legando di più nel cast?

Mi sono trovata bene con tutti. Il gruppo è molto amichevole. Ho scoperto l’uomo Papi. Sono entusiasta della presenza di Solenghi che è umanamente eccezionale. Con Merlini, giovane di grande talento, mi fermo spesso a chiacchierare.

Mentre tra le donne?

Vittoria Belvedere è una creatura meravigliosa. Oltretutto è bellissima. E’ una professionista che non si prende troppo sul serio. Le dico sempre che se non fossi etero le farei la corte.

La sua voce è un dono?

E’ lo strumento attraverso il quale sono arrivata alla vita. Non una ma tante volte, compresa l’ultima: la rinascita dopo la morte di Giancarlo Golzi. In quel momento mi sono chiesta se avessi ancora voglia di salire sul palco. E’ stata durissima.

Quale personaggio sogna di interpretare prossimamente?

Annie Lennox e anche Mia Martini, una delle mie artiste preferite in assoluto anche se non ho il timbro adatto per interpretare i suoi brani. Mina non volevo neanche farla, poi la produzione me l’ha assegnata ed è arrivata lei, il mito.

Con chi le piacerebbe duettare in futuro?

Noa, Annie Lennox e Antonella Ruggiero, alla faccia di chi dice che non è vero. E dopo l’exploit di “Brava” sogno Mina.

Lo scorso 12 agosto 2015 è scomparso improvvisamente Giancarlo Golzi, storico leader dei Matia Bazar. Un ricordo particolare che la lega a lui?

L’ultima volta che ci siamo visti ci siamo salutati con un bacio e mi ha detto “Ciao, Sissi”, come la Principessa. Poi alcuni giorni prima di morire ha risposto ad una mia mail. Gli avevo inviato una canzone, scritta da me, dal titolo “Il Capitano”, dove parlavo del nostro rapporto.

Cosa le ha detto?

Che si riconosceva totalmente nelle mie parole e si sentiva lusingato. Era un fratello per me. Lui vorrebbe che io continuassi a portare sempre con me il sorriso.

Nel 2013 è stata chiamata da Michael Bolton per duettare a Toronto nella canzone “The prayer”, che rapporto ha con la preghiera?

Vivo di una profonda spiritualità e ho una frequentazione abbastanza distratta delle chiese perché preferisco andarci quando non c’è nessuno.

E con Papa Bergoglio?

Lo adoro, penso che sia il più rivoluzionario Papa degli ultimi tempi. Bergoglio sta facendo dei passi da gigante rispetto alla vera natura della Chiesa che è quella di aprire le braccia al prossimo, senza distinzioni.

In questo momento è innamorata?

Sono fidanzata da sei anni con Massimiliano, un uomo meraviglioso che si occupa di disabilità, di bambini sordi alle scuole medie, e che ha la passione per il canto e le imitazioni.

Chi imita?

Fabio Concato e Claudio Baglioni. Però gli ho consigliato di smettere di fare imitazioni e di tirare fuori la sua vera voce.

E quando ha saputo che avrebbe fatto “Tale e quale”?

Ha alzato gli occhi al cielo e ha detto: “Dio c’è. Tutto torna”.

Da buona bolognese le piace cucinare?

Assolutamente no, perché ho due genitori che cucinano benissimo e per molto tempo hanno avuto un ristorante. Non ho mai imparato. Guardo, però, tutte le trasmissioni di cucina.

Tipo?

Master Chef. Il giudice Bruno Barbieri chiede sempre ai concorrenti se sanno tutti gli ingredienti per fare la besciamella.  Io li conosco perfettamente anche se non l’ho mai preparata.

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