Sofia e Marcelo: ci sposiamo? Si, no, forse!

Intervista doppia all’ex tronista Marcelo Fuentes e alla concorrente della terza edizione di Ballando con le Stelle Sofia Bruscoli.

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(KIKA) - ROMA - Con il film Mio Papà, Giulio Base porta al Festival di Roma i diritti feriti delle famiglie allargate. Stella della pellicola è Giorgio Pasotti, che prova sulla propria pelle quanto sia difficile fare il padre, ma ancora di più smettere di esserlo. "Quello del film è un tema attualissimo che ha l'urgenza di essere raccontato - spiega Pasotti - Oggi le famiglie allargate, che nascono sulle ceneri della famiglia tradizionale, sono sempre più numerose, ma queste persone, in un'ipotetica nuova separazione non sono per niente tutelate. Una tutela, quella di cui parliamo, non certo economica ma sentimentale, cioè il diritto di poter continuare a sentire e vedere una creatura che hai imparato ad amare e il cui amore è corrisposto".Il film, nelle sale italiane dal prossimo 27 novembre, è stato presentato fuori concorso nella sezione Alice nella Città. Oltre a Pasotti, protagonisti della pellicola anche Donatella Finocchiaro e Niccolò Calvagna.

La love story di Marcelo Fuentes e Sofia Bruscoli è sbocciata circa quattro anni fa ma i due sin da subito si sono scoperti anime gemelle, tanto che sono già genitori della piccola Nicole, due anni compiuti da poco. Il loro è un amore fatto di complicità, progetti, sogni, ma anche discussioni e alti e bassi. Insomma, è un amore “normale”, uno di quelli che ci piacciono e ci appassionano proprio per il suo essere reale e non da reality. I fan sperano nel matrimonio ma la coppia, anche su questo, ha delle piccole divergenze…

Che genitori siete?
Sofia: Sono una mamma presente 24 ore su 24. In due anni e sette mesi Nicole non è mai stata al nido, mai con la tata, mai con i nonni: i genitori di Marcelo sono in Cile, i miei si dividono tra la Romagna e la Toscana, per cui la bambina è sempre con me o con suo padre. Cerco di essere sempre con lei e quando esco per dei provini o per impegni di lavoro, la lascio con Marcelo.
Marcelo: Io sono un papà perfetto! Scherzo! (ride) Sono molto presente, sia con mia figlia che con la mia compagna. Sono un papà moderno. Mi sento di difendere i papà di oggi che sono diversi da quelli di ieri. Non che i papà di un tempo fossero sbagliati, ma oggi facciamo cose che i papà di una volta non facevano. Ad esempio io ho cambiato pannolini sin dal primo giorno, quando Sofia andava a lavorare l’ho svezzata da solo, aiuto molto in casa… Noi papà di oggi capiamo che l’arrivo di un figlio richiede molte energie che non può sobbarcarsi solo la mamma e ci diamo da fare per aiutare.

Davvero? E come vi dividete i compiti?
S: Entrambi facciamo tutto quello che c’è da fare. In linea di massima io cucino e lui mete la lavastoviglie, io sono l’addetta alla lavatrice e lui alla stiratura.
M: E’ vero, Sofia non sa stirare, mi lascia le pieghe e io mi arrabbio. Ho sempre stirato le mie cose, sin da quando ero un ragazzino.

Chi dei due è più apprensivo con la bambina?
S: Marcelo, sicuramente. E’ molto premuroso, attento. Io sono più easy, ma questo credo che dipenda dalla differenza d’età. Nicole è arrivata che lui aveva 40 anni, mentre io ne avevo solo 25.
M: E’ vero, sarà per via dell’età! Mi assicuro che non si faccia male e sto sempre molto attento a Nicole, ma anche a Sofia. E’ un mondo difficile e io devo proteggere le mie donne. Ormai non penso più a me, ma loro sono la mia priorità.

Come trascorrete le giornate con Nicole?
S: Ogni giorno è diverso. Di solito al mattino si sveglia tardi, verso le undici, poi mangia e giochiamo un po’. I suoi giochi preferiti sono le bolle di sapone, i palloncini e i colori. Quando è fresco andiamo al parco ma ora fa troppo caldo così nei giorni scorsi ne abbiamo approfittato per fare la nostra prima vacanza da sole: Marcelo lavorava così siamo andate a Riccione io e lei, dove c’era la mia famiglia, e siamo state dieci giorni lì. Marcelo ci è mancato tantissimo però!
M: La porto al parco, giochiamo, disegniamo, leggiamo dei libri. A me non piace leggere, in realtà, ma ha preso dalla mamma: è lei la secchiona di casa!

Di recente avete festeggiato il secondo compleanno della vostra Nicole. Come è andata?
S: Dobbiamo partire da lontano: al battesimo avevamo 140 invitati, al primo compleanno siamo stati a Magic Rainbow con 80 invitati e stavolta abbiamo organizzato una cosa più intima in una ludoteca con 30 invitati. Insomma, abbiamo deciso di ridurre al minimo le feste.

Farete un’eccezione per la festa di nozze?
S: No! Col battesimo ci siamo stressati quasi come se avessimo organizzato un matrimonio, per cui abbiamo già dato! Per il momento le nozze non sono in programma, io sto riprendendo ora la mia vita in mano per cui ho bisogno di respirare. La bambina ha stravolto i nostri ritmi e le nostre abitudini sia come individui singole che come coppia. L’abbiamo avuta che stavamo insieme da un anno, quindi avevamo appena raggiunto i nostri equilibri e poi lei ha focalizzato tutte le nostre attenzioni. In questi due anni e mezzo ho fatto lavori brevi per non allontanarmi da lei, ma adesso che sta crescendo sto cercando di riprendere i miei ritmi e anche con Marcelo stiamo ritrovando i nostri equilibri.
M: In realtà sto cercando di capire come chiederle di sposarmi. Deve essere una cosa eclatante, devo farle la proposta come si faceva una volta perché da questo punto di vista è molto romantica. Io sono intenzionato a sposarmi: per tutelarci, per Nicole, perché da credente voglio consacrare questo nostro amore davanti a Dio.

Un secondo figlio, invece, è nei vostri programmi?
S: No! Se me lo avessi chiesto prima di avere Nicole ti avrei risposto che li avrei fatti uno dietro l’altro, ma ora non ce la posso fare. In futuro sì, senz’altro, perché non vogliamo che Nicole resti figlia unica.
M: Intanto le nozze! Abbiamo i genitori lontani, non abbiamo aiuti, per cui è molto stancante gestire da soli un figlio, figuriamoci due.

Che coppia siete?
S: Il nostro rapporto all’inizio è stato molto turbolento, i primi mesi sono stati duri. Poi al primo anno, quando le cose si erano finalmente stablizzate, è arrivata Nicole e ha scombinato tutti i nostri equilibri: io mi sono concentrata sulla bambina, lui si sentiva trascurato. Soprattutto i primi tre mesi sono stati difficili perché la piccola piangeva sempre e assorbiva tutte le nostre energie. Ma, insomma, siamo ancor qua e questo qualcosa vorrà dire. I litigi ci sono, come in tutte le coppie normali, ma abbiamo ritrovato i nostri ritmi e oggi il nostro rapporto è tornato come un tempo: tranquillo, sereno, ognuno ha i suoi spazi e poi abbiamo i nostri punti di incontro.
M: Siamo uniti, se non c’è unione si frantuma tutto. Bisogna comunicare, parlare, capirsi, essere comprensivi e soprattutto sopportarsi. Un bambino o divide o rende più solidi e se noi siamo ancora qua è perché l’amore ci ha unito e l’amore va nutrito. Caratterialmente siamo due persone forti e indipendenti, abituate ad avere i propri spazi, le proprie cose. Il lavoro nel mondo dello spettacolo porta ad essere individualisti ma questo non va bene, quando c’è un’unione e una figlia si deve pensare agli altri, è fondamentale per costruire un qualcosa che rimane per sempre. Ciò non toglie che litighiamo spesso, eh!

E su cosa litigate?
S: Litighiamo su tutto! Siamo entrambi Ariete, per cui molto testardi. Lui è più impulsivo, mentre io sono razionale, più fredda. Lui si scalda tanto facilmente e allo stesso modo tanto facilmente si calma, mentre io poi gliela faccio un po’ pesare, ecco.
M: E’ vero, si discute, ma basta che le porto il caffè la mattina e le lascio un bigliettino perché tutto passi.

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