Tom Hardy: addio struggente a Woodstock, il suo migliore amico a quattro zampe

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Commuove i fan e tutte le donne del pianeta il toccante saluto di Tom Hardy al suo migliore amico a quattro zampe. L’attore inglese, candidato all’Oscar per “Revenant – Redivivo”, da sempre impegnato a favore delle associazioni animaliste come PETA, in questi giorni, affronta il dolore più grande: la perdita di un amico fedele. Da fisico possente è considerato uno degli interpreti più interessanti in circolazione, nonostante i ruoli da “bad boy” al cinema (“Mad Max”, “Revenant”) dove ha interpretato tipacci psicotici, violenti e anche irresistibilmente sexy, ha mostrato un volto e un animo sensibile. Mister Hardy non nasconde un amore per gli animali fortissimo, come dimostra la lettera d’addio al suo cane Woodstock Yamaduki Hardy,  scomparso a sei anni a causa di una polimiosite aggressiva. Un’amicizia nata in una lunga notte buia a Peachtree, Georgia, dove si trovava per le riprese del film “Lawless” quando lo vide correre spaesato per strada rischiando di essere investito. «Nel 2011 eravamo sul set di ‘Lawless’, in Georgia, quando ho visto per la prima volta Woodstock: stava correndo lungo un’autostrada, era chiaramente abbandonato e impaurito e non aveva neanche tre mesi. Per recuperarlo l’ho dovuto inseguire ma lui ha iniziato a scappare in mezzo alle auto e ai camion che sfrecciavano, eppure è riuscito a schivarli tutti. Pensai: ‘Questo cane ha qualcosa di speciale’», racconta l’attore. «La situazione stava diventando pericolosa ma non avevo neanche un nome con cui chiamarlo, così l’unica cosa che feci fu portare le dita alla bocca e fischiare il più forte possibile. Fu a questo punto che si fermò, mi vide e iniziò a correre verso di me, anche se era buio e non riuscivo neanche a distinguerlo. Pensai che volesse mordermi, invece si gettò sulle mie gambe e iniziò letteralmente a gridare. Era un fagotto di pelo con due occhi marroni che mi fissavano. Quando lo portai in auto con me, si posò sulla mia spalla e si addormentò, russando parecchio. Doveva aver vissuto un bel calvario per crollare così una volta portato al sicuro». Il bizzarro racconto prosegue: «La mia collega Jessica mi chiese se era maschio o femmina, quando le risposi che era maschio mi chiese come facevo a saperlo e io le dissi che sentivo chiaramente il suo ‘Woodstock’. Per questo motivo decidemmo di chiamarlo così. Era lercio, sporco anche di sterco, così lo portammo a una toletta per cani. Non dimenticherò mai quella notte, fu fantastica. Rischiò di morire ma fu salvato da perfetti estranei, riuscì a godersi un pisolino e da lì la sua vita cambiò. Gli comprammo anche una bandana rossa e iniziò a prendere l’abitudine di bere l’acqua del bagno pur avendo più di una ciotola per l’acqua, alla fine divenne la mascotte del nostro set».  E continua la sua cronaca sull’incontro che gli ha cambiato la vita. «Sarò sempre grato alla Georgia, mi ha permesso di avere le maggiori gioie come padrone di un cane. La prima mattina mangiò delle feci per quanto fosse affamato, da allora ha mangiato solo cibo per cani. Probabilmente era stato l’istinto di sopravvivenza maturato nei primi mesi di vita a portarlo a quell’abitudine, poi fortunatamente abbandonata», continua ancora Tom Hardy, che al momento dell’incontro con Woody aveva perso da poco il suo cane Max. «Era ancora cucciolo quando ci separammo per la prima volta, a causa dei miei impegni lavorativi, ma ha sempre riconosciuto a centinaia di metri di distanza il mio fischio. Ricordo anche quella volta in cui eravamo al lago per un picnic: ci tuffammo tutti, anche lui, ma non sapeva nuotare e ho dovuto faticare non poco per salvargli ancora la vita».  Il suo omaggio si conclude in maniera emozionante: «Era un angelo, era il mio migliore amico e ne abbiamo passate tante insieme. Mia moglie Charlotte si impegnò senza sosta per addestrarlo e non fargli pesare la separazione da me, imparò ad amarla e quando era incinta le faceva sempre la guardia. Ha visitato tanti set e incontrato i cast di molti film. Divenne una specie di star, la rivista Time lo mise nella 73ª posizione degli animali più famosi e influenti al mondo. Tutti quelli che lo hanno incontrato sapevano che era una leggenda ed era un cane buonissimo, sapeva solo amare. Di solito non parlo della mia famiglia o dei miei amici, ma questa è una circostanza speciale: Woody aveva conquistato così tante persone che sono costretto ad annunciare che dopo una battaglia di sei mesi con la malattia se ne è andato due giorni fa. Aveva solo 6 anni, era troppo giovane per lasciarci e siamo distrutti dalla sua perdita». Il Divo continua, chiudendo il suo struggente addio. «Resterò sempre grato per la sua leale compagnia e per il suo amore e sapere che non sta più soffrendo è l’unica cosa che mi conforta davvero. Con lui al mio fianco, il mondo mi sembrava migliore. Sei il miglior amico di sempre, per me e per la mia famiglia; ti abbiamo amato e siamo stati amati in un modo che nemmeno possiamo immaginare. Eri il miglior compagno di viaggio che avremmo mai potuto sognare, le nostre anime sono intrecciate per sempre. Un mio amico mi ha detto che chi brilla di più, lo fa in meno tempo rispetto agli altri: ecco perché te ne sei andato così presto. Grazie per aver scelto di farti trovare da noi. Ti amiamo ora e per sempre, non ti dimenticheremo mai. Vai verso la luna avanti e indietro, verso l’infinito e oltre. Corri con Max e gli angeli ora. Ci vediamo quando arriverò lì. Ti amo con tutto me stesso, grazie infinite per il tuo amore». Le parole toccanti di Hardy richiamano alla memoria i celebri versi che il poeta inglese Lord Byron fece scrivere sulla tomba del suo cane a Newstead Abbey quando morì. “In questo luogo giacciono i resti di una creatura che possedette la bellezza ma non la vanità. La forza ma non l’arroganza. Il coraggio ma non la ferocia e tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi.” Esempi di come anche l’uomo possa essere il miglior amico del cane.

di Paola Medori

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