Unioni civili – Intervista esclusiva a Monica Cirinnà

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Monica Cirrinnà è la senatrice che sta portando avanti la legge sulle unioni civili che porta il suo nome. L’abbiamo incontrata per saperne di più!

di Davide Marrè

Finalmente la legge sulle Unioni Civili approda in parlamento, scavalcando la commissione in cui si era arenata. Che è successo?

In commissione abbiamo avuto oltre 75 sedute nelle quali si è fatto purtroppo molto poco. E l’ostruzionismo messo in campo da alcuni senatori in particolare di centro destra, è stato non costruttivo nel modo più assoluto. Semplicemente fatto di parole, parole, parole. Con tutti che si iscrivevano a parlare sullo stesso emendamento anche se non di portata normativa. Emenamenti fatti con estrema superficialità, per banalizzare anche un argomento importante.

Il ministro Boschi prima attacca l’NCD parlando di maggioranze diverse poi dice che il governo lascerà libertà di coscienza ai senatori PD…

La ministra Boschi ha semplicemente riportato la realtà, in commissione giustizia si è già formata una maggioranza alternativa fatta col Movimento 5 Stelle, Gruppo Misto e Sel che è la maggioranza che ci aveva consentito il 26 marzo di votare il testo base, quello che io ho dovuto trasformare nel nuovo ddl. 2081. Di fatto la Ministra Boschi ha fatto bene a ricordare che su questo testo c’è già una maggioranza. Dopodiché è chiaro che tutto quello che può essere ricondotto anche alla maggioranza di Governo aiuta, ma aiuta a patto che non ci siano svendite, depauperamento del testo, riduzione dei diritti, perché a noi interessa dare risposte vere alle coppie di persone dello stesso sesso.

Come finirà con il Nuovo Centro Destra?

Se c’è il voto di coscienza, c’è il voto di coscienza anche per loro, voteranno come la loro coscienza gli dirà di votare, sono certa che qualcuno voterà a favore.

Pensa che Renzi rischi di perdere la maggioranza?

Si sono per primi affrettati a dire che questo non è un tema di governa, soprattutto gli alfaniani. Penso al senatore Sacconi che continua a sottolineare che questo non è argomento di maggioranza. Peraltro è un tema meramente parlamentare perché il mio testo è un testo di iniziativa parlamentare per cui non vedo alcun pericolo per il governa.

Ce la farete per Natale ad approvarlo come era stato detto inizialmente?

Mi reputo una formica del parlamento, porto i miei chicchi. Ho portato questo testo che sono molto contenta sia stato incardinato e approvato dalla capigruppo. Il calendario non lo faccio io, ma la Boschi e Renzi sanno perfettamente che questa è un’urgenza e che a questa urgenza va data una risposta. Penso che le tantissime coppie same sex che hanno bisogno di diritti in questo paese hanno aspettato trent’anni, se fossero anche trent’anni e tre mesi non ci sarebbe una grande differenza. Poi è chiaro che se arriviamo per la fine di novembre come io vorrei ben venga.

Secondo lei l’Italia è pronta?

L’Italia è avanti, molto più avanti del parlamento e della politica. È un paese fatto di persone che si amano, di famiglie omogenitoriali con bambini e di meravigliose famiglie di eterosessuali con figli omosessuali come capita a tanti di noi di avere un giovane figlio gay o una giovane figlia lesbica e per questo lo amano ancora di più. L’Italia è molto più avanti siamo noi che ci siamo fermati davanti a degli stereotipi, ma in Italia le famiglie sono ormai di tante forme. Pensi a me che sono una divorziata risposata con quattro figli.

Perché siamo così indietro? Ci ha battuto l’Irlanda e paesi che tradizionalmente non sono meno conservatori dell’Italia…

Noi abbiamo secondo me un problema di cultura. Questo è davvero l’argomento degli argomenti! Mentre gli altri paesi hanno una cultura più libera, intendendo per libera il termine anglosassone, liberal, democratica, aperta, noi siamo conservatori e molto influenzati dalla vicende legate alla cultura cattolica. E non è un paragone che può valere con l’Irlanda o con la Spagna che hanno anche loro una cultura cattolica, noi abbiamo l’ombelico del cattolicesimo, lo abbiamo dentro di noi. Con ogni probabilità, lo dico con grandissimo rispetto, è chiaro che siamo forse influenzati anche per quanto riguarda la politica.

I nostri politici vengono eletti in circoscrizioni dove il vescovo dice la sua, c’è insomma un legame diverso.

Mi sono insediata in questo parlamento nel febbraio 2013 e dopo dieci giorni ho sottoscritto la proposta n° 15 sui matrimoni ugualitari del senatore Lo Giudice. Faccio parte di quella schiera di parlamentari che vorrebbe il matrimonio subito. Credo che questo parlamento non sia sufficientemente laico e progressista per poterlo fare, ma credo che fatto il primo passo con le Unioni Civili diventerà molto facile passare al matrimonio ugualitario: sempre passando dal parlamento, perché ci vorrà qualche anno per far capire alle persone che non pioveranno rane dal cielo, non arriveranno le cavallette, l’Italia non sprofonderà nel mediterraneo, ma diventeremo solo più civili, più democratici, più aperti e le nostre famiglie saranno più felici. Non succederà niente di più e niente di meno di questo.

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