Virginia chi? Raggi sotto la lente di ingrandimento della stampa!

Fino a qualche mese fa l’unica cosa che tutti sapevano di lei era che aveva collaborato con lo Studio Previti e a due giorni dalle elezioni che aveva collaborato con il comune di Civitavecchia… ora tutti vogliono sapere tutto!

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Chi è Virginia Raggi se lo sono chiesti in molti, se prima delle elezioni i media si sono concentrati sulla sua vita professionale, oggi l’attenzione si è spostata sulla sua vita privata. La Raggi infondo è venuta fuori dal nulla, da un movimento, il M5S, nato dal nulla e portato al successo da Beppe Grillo e dalla Casaleggio & Associati.

L’Unità la definisce “Dark Lady” e del resto con la fine che ha fatto il Pd a Roma, in quale altro modo la potrebbero vedere se non come la Sig.ra Morte che ha certificato l’inarrestabile declino di un partito che non riesce più a parlare agli elettori? Più che una Dark Lady, Virginia è una diafana dama bianca, il bianco che condivide con lo squalo, bianco appunto. Uno squalo che si è divorato il Pd romano, ma anche il centrodestra in un sol boccone e che opera in squadra, questa la cosa più temibile. Non si diventa del resto sindaci di Roma se non si è squali!

Libri

Tra le sue letture preferite il Piccolo Principe… subito i finti intellettuali dell’Unità la rimproverano per non aver scelto Roth e la accusano di avere i gusti di una bambina 14 enne. Ma ragazzi per dire una cosa del genere, del libro di Saint Exupery non avete capito nulla! Oltre al fatto che potevate rilanciare Roth negli anni ’70, che ne dite di provare con Baricco e Breat Easton Ellis (che oggi fa i testi per Placebo)… siete fuori dal tempo!
In coppia fino al Campidoglio

Non vi distraete… torniamo a Virginia. Arriva al Movimento cinque stelle grazie al marito Andrea Severini, che a quanto pare ha le idee molto più chiare di lei. Alle elezioni municipali però non ottiene nemmeno un decimo delle preferenze che lei riesce ad ottenere. Nella lettera che le ha scritto dopo la vittoria, capiamo un po’ del loro passato politico: “VIRGI Ciao! Sei il primo sindaco donna della storia di Roma! Ti rendi conto? […] Da quel tavolino, acquistato per fare il primo infopoint in via Battistini per il referendum sull’acqua e sul nucleare, ne è passato di tempo. Quanto tempo passato insieme a parlare di Roma? dei gruppi d’acquisto solidale? del movimento? Dei problemi da risolvere, delle possibili soluzioni? Quante volte ti ho detto che ti vedevo bene come sindaco e che ero sicuro che ce l’avresti fatta? Così è stato! Volevo ringraziarti per la determinazione e la capacità di ascolto che hai dimostrato in questi anni.”

Hanno cominciato dal basso, entrambi. Poi lei ha spiccato il volo fino alla poltrona del Campidoglio, inarrestabile.

La separazione

I due, come ha confermato lei stessa al settimanale Oggi, non stanno più insieme e sono di fatto separati. Andrea classe 1973 lavora come regista radiofonico. Dopo la lettera scritta alla moglie in occasione della vittoria, i media si sono scatenati per sapere chi fosse. Ma non c’era molto da scoprire. Lui già militante del movimento, ha avuto un figlio con Virginia, è appassionato di politica, di trasporti sostenibili, e di tante tematiche care al M5S, forse anche più della Raggi. 21 anni di conoscenza, ora conclude nella lettera che ha fatto il giro dei netwok la “proteggerà anche da lontano”. Già tempo fa erano scattati infatti i rumors che la Raggi avesse una presunta relazione con il collega Daniele Frongia, poi smentita.

I vicini

Nella borgata Ottavia, dove Virginia vive, non si parla che di lei. Interrogati dal Messagero, dicono che Virginia si è sempre fermata con loro a parlare dei problemi di Roma. Fernando Di Biagio afferma: “E’ una donna che sa il fatto suo e lo dico senza essere un suo elettore”. Interrogato da giornale anche il parrucchiere (poteva mancare?) Millo Bellucci: “E’ così come la vedi! Anche quando veniva da noi sempre tagli classici e per coprire quei pochi capelli bianchi una passata di colore senza ammoniaca e soltanto alla radice.” Ecco adesso siamo proprio alla radice della questione!

Sfuggente Raggi

Nonostante gli sforzi della stampa Virginia sfugge… a qualsiasi definizione. È un personaggio politicamente così atipico, anche solo per il fatto di essere una donna, che i media non riescono a incasellarla nelle tradizionali categorie dei politici. Ha infamarla ci hanno provato in tutti i modi: sui mancati pagamenti non dichiarati del comune di Civitavecchia, per un totale di qualche migliaia di euro nemmeno ricevute! Siamo in Italia se uno non è scappato con un malloppo dai centomila in su… son cose che fanno ridere.

Furbetta forse sì la Raggi, ma nulla in confronto a quei furbetti del quartierino o al modello corruzione / concussione che sono quasi una normalità nel nostro paese, per non parlare del modello mafia capitale. Viene da pensare che Virginia l’abbia fatto apposta a non dichiarare quegli spiccioli, perché apparire troppo immacolata in una città come Roma, poteva persino essere deleterio. Lo scandalo della mancata dichiarazione delle collaborazioni con il comune di Civitavecchia (peraltro per lo più non pagate), si è ritorto contro chi lo ha sollevato. Così come quell’ombra oscura del vecchio lavoro presso lo Studio Previti, alla fine l’idea generale è stata… “bhé se ha lavorato lì, qualcosa avrà pur imparato!”

Critiche ed endorsment

Fanno sor-ridere anche le critiche di Selvaggia Lucarelli che rimprovera il marito piagnone mentre la Raggi “ha altro a cui pensare!” Ma per carità! Non è certo una lettera ad uso e consumo della rete, fatta per fare un po’ di telenovela a distoglierla da suo incarico.

Mentre Sabrina Ferilli si distingue con endorsment post elettorale senza se e senza ma. Lei ex-fedelissima del PD. Da Floris a Di Martedì: “”Ho votato la Raggi. Vedo che in questi giorni ci si domanda se il voto è stato di protesta o di cambiamento… E che differenza c’è? No, lei me lo deve dire perché io ce sò stata parecchio a pensare…”. E ha proprio ragione la Ferilli nazionale a mandarle a dire a Renzi e a dire che agli italiani della Brexit non gliene frega niente. Insomma che l’Inghilterra se ne vada un po’ dove vuole. Quando in città ci sono più buche che machine e basta un stormo di storni per fare andare letteralmente in “merda” il traffico cittadino (il guano degli storni fa una patina sull’asfalto che con le piogge diventa uno scivolo mortale), forse qualcosa “ha da cambià”.

Ora ci pensa Virginia!

di Davide Marrè

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