Nel passato di Andrea Iannuzzi, conosciutissimo giornalista e ufficio stampa di molti personaggi della tv, c’è un periodo in cui ha diretto anche il nostro settimanale, Eva Tremila. Autore tv e punto di riferimento per tanti programmi televisivi, capo progetto di diverse trasmissioni andate in onda sulla Rai e su Mediaset, oggi per Andrea Iannuzzi comincia una nuova avventura.

Dalla prossima settimana, infatti, sarà co-conduttore assieme ai giornalisti Patrizia Barsotti e Gianni Todini di “Studio News”, un talk online che andrà in onda sui canali social di Askanews (di cui Todini è il vicedirettore) e di StudioMediaCommunication.

A ogni puntata gli ospiti chiamati a partecipare saranno coinvolti in un’arena virtuale, dove affronteranno domande comode e scomode, per analizzare senza filtri e con grande attenzione tutti i temi che verranno trattati e di interesse generale. Anche il pubblico potrà intervenire, suggerendo domande e riflessioni attraverso la chat del canale.

La prima puntata, inevitabilmente dedicata all’emergenza vaccini, ospiterà il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, il direttore di AskaNews Paolo Mazzanti e Gianluca Ansalone, esperto di geopolitica per una panoramica globale sul tema sanitario.

<<Sono davvero felice di questa nuova avventura – ci ha raccontato Andrea Iannuzzi, raggiunto telefonicamente – per me si tratta di sperimentare il lavoro di colleghi e personaggi che negli anni ho gestito come ufficio stampa e come autore. Ringrazio sicuramente sia Patrizia Barsotti, collega a cui voglio bene e a cui sono affezionato, che mi ha voluto fortemente su questo progetto, e Gianni Todini, vicedirettore di Askanews, che ha sposato il nostro nuovo talk”.

Che ruolo sarà il tuo a “Studio News”?

Non voglio dire quello del cattivo, ma non sono un giornalista che ha mai suonato il violino al facile consenso. Spesso mi ritengo impopolare, o forse addirittura troppo popolare, per risparmiare ai soggetti che intervisto le domande più scomode ma spesso utili per conoscere la verità dei fatti. Credo che nell’identificazione tra il Diavolo e l’Acqua Santa, io sia più Diavolo, in senso metaforico ovviamente (ride).

Cosa manca oggi ai talkshow televisivi che il pubblico potrà ritrovare nel vostro?

La nostra deontologia ci dovrebbe imporre pluralità dell’informazione, spesso però molti di noi hanno delle smaccate preferenze politiche, le evidenziano e diventano addirittura figure di riferimento di quel partito piuttosto di quell’altro. Io, Patrizia Barsotti e Gianni Todini siamo tre teste pensanti, tre professionisti, che lasceranno ai nostri spettatori il compito di decidere da che parte stare. Potranno anche interagire e nessuno di noi è avvezzo a censurare nulla. Ecco credo che un po’ più di onestà intellettuale, e professionale, in alcuni programmi tv di intrattenimento informativo si sia persa per strada nel corso degli anni.

Che effetto le fa essere lei a condurre una trasmissione, anche se per ora sul web?

Mia madre sognava per me il mezzobusto del Tg. Francamente ero troppo portato per fare l’inviato, per girare in tutte le più importanti trasmissioni o eventi televisivi. Fare il conduttore di un telegiornale implicava vita di redazione e io in quegli anni mai avrei accettato un ruolo da scrivania. Rifiutai nel 2006 anche “La Vita in Diretta”, c’era la possibilità di una collaborazione, ma sempre per assecondare la mia voglia di viaggiare, decisi di dire di no. Oggi ho voluto invece incamminarmi su questa nuova strada, che resta sempre parallela al mio lavoro di ufficio stampa e autore tv. Tuttavia credo che nella vita ci debba essere sempre una prima volta. E che prima volta sia.

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