È di questi giorni la notizia che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha stabilito che, dal 2024, potranno ambire all’Oscar per il Migliore Film solo le opere che rispetteranno determinati criteri di inclusività. Il 30% del cast (sia artistico che tecnico) dovrà infatti far parte almeno di due di queste categorie: donne, LGBTQ+, minoranze e/o disabili.

L’attrice Antonella Ferrari, che da anni lotta contro la Sclerosi Multipla, ha accolto con grande entusiasmo questa novità: “Sono veramente felice che una prestigiosa istituzione come quella degli Oscar abbia preso questa decisione, soprattutto in un ambiente che spesso manca di inclusività. È bello che ci sia così tanta attenzione, anche perché credo che il mondo sia pieno di attori diversamente abili che hanno il bisogno e il desiderio di dimostrare che sanno recitare, anche perché per farlo non bisogna saper correre. Io, per esempio, in Italia trovo tantissime difficoltà proprio per la mia disabilità. Non mi viene palesemente detto, ma i fatti dimostrano che il mio cammino artistico è frenato dallo status di salute, perché si guarda più la mia cartella clinica che il mio curriculum e mi dispiace”.

E aggiunge: “Mi auguro con tutto il cuore che anche i festival italiani inseriscano questo carattere inclusivo nelle loro regole e che produttori e registi mettano alla prova attori magari non perfetti esteticamente, ma comunque in grado di recitare e di trasferire emozioni”.

Ricordiamo che l’attrice Antonella Ferrari, diventata famosa grazie a fiction di successo (da “Centrovetrine” a “Un matrimonio” di Pupi Avanti), nel 2012 ha scritto il libro autobiografico “Più forte del destino – Tra camici e paillettes. La mia lotta alla Sclerosi Multipla” in cui si racconta a cuore aperto. Dal libro è stato tratto lo spettacolo teatrale “Più forte del destino”, che porta in giro per l’Italia da diverse stagioni con grande coinvolgimento da parte del pubblico.

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