Se non avesse fatto l’influencer, probabilmente, avrebbe iniziato una carriera calcistica: promettente portiere, ha militato in una squadra di eccellenza toscana: “E’ stata una bella esperienza anche dal punto di vista umano, poiché per la prima volta ho vissuto fuori casa. Lavavo, stiravo e facevo la spesa da solo. Anche per questo ci vuole carattere: ho visto persone piangere dopo un mese perché volevano tornare a casa dalla mamma”, ha dichiarato. Ma il destino ha scelto per lui e Christian Musella, alla fine, è esploso sul web. Diplomato in ragioneria, ha iniziato la sua carriera di influencer nel 2013: “Credo di essere stato in assoluto il primo influencer italiano”, ci ha detto.

Com’è nata la tua carriera sul web?
Era il 2013 e ancora il termine “influencer” non era ancora entrato nel nostro vocabolario. Io ero molto attivo sui social, in particolare su Facebook. Una nota azienda mi contattò chiedendomi di postare alcune sponsorizzazioni. Da lì è partito tutto.

Cosa pensi che ti abbia reso così popolare sui social?
Il fatto di essere stato il primo, in qualche modo mi ha reso una sorta di punto di riferimento per chi ha iniziato dopo: in tanti mi chiedono consigli per cominciare. Il segreto del mio successo, inoltre, penso che abbia a che fare con il fatto di essere trasparente e naturale, senza peli sulla lingua. Sono io, sempre e comunque. Inoltre posto solo contenuti di qualità.

Ti monterai la testa?
Penso di no. E’ vero che alcune persone che qualche anno fa sostenevano che non si sarebbero mai montate la testa, oggi un po’ se la tirano. Forse è la situazione a portarti a montarti la testa senza neppure accorgertene. Ma io so chi sono, conosco e non dimentico le mie origini.

Per te è più importante essere alla moda oppure dettare la moda?
Per dettare moda lo si deve prima essere. E’ come andare a scuola: prima impari e poi dopo puoi insegnare agli altri. Per cui prima bisogna seguire la moda, capirla. Solo dopo la si può dettare. E io oggi vorrei dettarla.

Cosa c’è dietro a uno scatto?
C’è tanta strategia. Bisogna chiedersi qual è il target di riferimento a cui si vuole far arrivare lo scatto in questione e mettere in atto una serie di strategie, a partire dalla scelta degli hashtag, per raggiungere il proprio obiettivo.

Come concili vita privata e vita da Influencer?
Non le mischio mai. Mi do al 100% in entrambe le cose, ma cerco di non fonderle mai.

E come va la vita privata?
Per quanto riguarda la vita sentimentale, non amo molto parlarne. Quanto agli amici, invece, ne ho pochi ma buoni. E mi mancano tanto visto che, a causa della pandemia, non li vedo da tanto!

Come ti definiresti?
Caparbio e determinato. Non lascio fare al tempo: mi pongo degli obiettivi e agisco fino a che non li ho raggiunti.

Perché hai deciso di lavorare sul web?
Sono originario di Scampia: dalle mie parti se non ti crei qualcosa, rischi di finire in situazioni difficili. Il lavoro scarseggia e molti miei coetanei vivono in contesti difficili. Io ci ho sempre voluto credere e oggi posso dire che il web mi ha salvato.

Vuoi dare un messaggio ai tuoi coetanei?
Non parlo di sogni, perché è troppo favolistico. Dico loro di porsi degli obiettivi e di lavorare per raggiungerli. La vita è fatta di traguardi.

di Sonia Russo

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