Corona show: il bello e dannato va sempre di moda

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Occhiali alla “Poncharello”, catena d’oro da rapper, sigaretta in bocca, dark look d’ordinanza con i tatuaggi ben in vista. Così – un po’ Jonathan Rhys e un po’ Micky Rourke – si è presentato al Pineta Fabrizio Corona, l’anima noir dello showbiz. Piaccia o no, un idolo per i giovani d’oggi che lo hanno osannato come se in consolle ci fosse Solveig o Sinclair. E invece, reduce dalla detenzione più mediatica del Belpaese, alla consolle c’era lui, il re (non ancora destituito) dei paparazzi, con il piglio del “bello & impossibile” e quel cellulare ad immortalare la bolgia giubilante che lo circondava. Passano gli anni ma – da James Dean a Marlon Brando – l’iconografia del “bello & dannato” non tramonta mai.

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