Il dolce naufragar di Alessandro Gassmann

E’ ambientata in Uruguay la divertente commedia con protagonisti il cuoco Ruggero (Alessandro Gassmann) e Gege' Cristofori (Rocco Papaleo), cantante fallito che deve raggiungere Montevideo per un concerto. In un surreale viaggio “on the boat” i due, prima acerrimi nemici in mare, diventeranno inaspettatamente grandi amici sulla terra ferma.

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(KIKA) - Dopo avere subito la pesante eredità di Vittorio Gassman, un grande del cinema italiano, Alessandro Gassman ha deciso di passare dietro la cinepresa e alla scorsa edizione del Festival Internazionale del Film di Roma ha presentato il suo primo lungometraggio: Razza Bastarda. Il film è la trasposizione di Roman e il suo cucciolo di Reinaldo Povod, portato in scena da Robert De Niro nel 1986 con il titolo Cuba and his Teddy Beat. Dopo il grande successo a teatro, Gassman ha effettuato la trasposizione cinematografica e ad aprile3 esordirà nelle sale. Fa parte del cast anche Madalina Ghenea.

“Siamo l’ultimo paese in Europa ad affrontare questo argomento e penso proprio che sia arrivato il momento di dare gli stessi diritti a chi peraltro ha anche gli stessi doveri”. Parole di Alessandro Gassmann che, in occasione della presentazione del suo ultimo film “Onda su Onda” diretto da Rocco Papaleo, ci parla del suo personaggio al cinema, che gli somiglia molto, ma anche delle unioni civili in Italia. Il figlio del grande Vittorio è sempre molto diretto, sia quando sostiene l’uguaglianza di diritti per tutti – “Non si tratta di togliere libertà a qualcuno ma si tratta di aggiungere libertà a chi, in questo momento, non le ha” – ma anche quando racconta il mestiere di attore e regista e confessa timidamente il forte imbarazzo se deve cantare.

Chi è il cuoco filosofo Ruggero?
E’ uno dei personaggi che mi somiglia di più e che cerco anche in teatro. Ruggero mi ha colpito perché mi ha dato la possibilità di lavorare, non tanto sul corpo, ma sulla mia persona. Visto che nella vita sono timido e introverso. Poi ho imparato ad esserlo molto meno facendo questo mestiere. Nel film si parla anche del coraggio di accettarsi!

E’ stato bello ritornare sul set accanto a Rocco Papaleo?
Non potevo non accettare questo ruolo così divertente soprattutto dopo aver condiviso con lui un’esperienza bellissima che fu “Basilicata Coast to Coast”. Rocco è un amico e uno dei pochi registi e attori italiani che frequento anche nella vita.

Quale è la sua più grande dote come regista?
Lui per me è un regista jazz con una solida base di scrittura e orecchie molto attente. La sua dote più grande è la capacità di ascolto ed è un uomo intelligente. Le cose che mi piacciono di più in lui, poi, sono quelle imperfette. Fa dell’imperfezione un valore aggiunto al film.

Come è stato girare in un paese come l’Uruguay?
“Onda su Onda” è stata l’occasione per vedere un luogo del quale sapevo pochissimo. Dell’Uruguay, infatti, si parla poco tranne che per il calcio e per lo straordinario presidente Pepe Mujica. Per Rocco l’Uruguay è la Basilicata del Sudamerica. Non solo qui trovi un 45% di popolazione di origine italiana e alcuni di loro pensano anche di fare la farinata meglio di noi.

Un luogo che incide nella relazione tra i due protagonisti?
E’ un Paese dove apparentemente non succede niente, quasi fermo nel tempo e con questa malinconia latente. Era il territorio ideale per fare incontrare questi due personaggi agli antipodi e per farli scontrare in un terreno, diciamo neutrale, in cui le loro personalità si confrontano. Vivono solitudini diverse, ma insieme si reinventano.

E’ vero che ha un legame speciale con il Sudamerica legato ad un aneddoto particolare?
Papà mi aveva detto che io ero stato concepito su una spiaggia di Mar della Plata, ma mamma aveva una versione diversa, diceva che non era vero. Quindi resta il dubbio.

Lei ama viaggiare?
Sono un viaggiatore abbastanza seriale. Quando non lavoro mi piace sempre partire e quello in Uruguay è stato un viaggio bellissimo, soprattutto da un punto di vista umano.

Nel film interpreta l’alter ego di Rocco e doveva cantare ma non lo fa, non le piace cantare?
Cantare mi imbarazza. Infatti, se posso, preferisco non farlo. Ho un buon orecchio. Ho anche cantato in passato e, qualche anno fa, ho addirittura inciso una canzone con Irene Grandi e partecipato in teatro al musical “A qualcuno piace caldo” dove ballavo e cantavo dal vivo con l’orchestra. Una delle cose più difficili che ho fatto.

Dal 18 febbraio dirigerà Ottavia Piccolo al Teatro Argentina con lo spettacolo “Sette minuti” di Stefano Massini, può raccontarci di cosa parla?
E’ uno spettacolo, tratto da un fatto realmente accaduto in Francia alcuni anni fa, che parla di donne e di diritto al lavoro. Diventerà anche un film diretto da Michele Placido. E’ la storia di 11 operaie che fanno parte di un comitato di azienda e devono decidere se accettare la richiesta dei nuovi proprietari della fabbrica di rinunciare a sette minuti, da qui il titolo, della loro pausa da lavoro.

Ormai il lavoro come regista le occupa molto tempo
Sono due anni che non salgo più sul palco però mi è stata data la possibilità di dirigere delle storie interessanti che hanno un forte senso civico e sociale. Quest’anno sono in scena in Italia con tre spettacoli come regista: “7 minuti”, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e “La pazza della porta accanto”. Tutti e tre con testi che affrontano temi, che sento molto vicini, come le privazione della libertà e i diritti dei lavoratori.

Parlando di diritti, quale è il suo pensiero sulle unioni civili?
Sono assolutamente a favore. Non si tratta di togliere libertà a qualcuno ma si tratta di aggiungere libertà a chi, in questo momento, non le ha. Tutto sempre nel rispetto di tutti. Mi sembra ovvio. Noi siamo l’ultimo paese in Europa ad affrontare questo argomento e penso proprio che sia arrivato il momento di dare gli stessi diritti a chi peraltro ha anche gli stessi doveri. Questo non va mai dimenticato.

Può raccontarci i suoi prossimi progetti?
Sto girando a Napoli “I bastardi di Pizzofalcone”, una nuova fiction tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni che andrà in onda sulla Rai nell’autunno del 2016. Interpreto l’ispettore Giuseppe Loiacono accanto a Carolina Crescentini.

di Paola Medori

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