Giuseppe Panebianco: la mia donna ideale? Non l’ho ancora incontrata!

Intervista al giovane attore calabrese Giuseppe Panebianco che confessa: “Sono troppo impegnato per pensare all’amore!”

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Nato e cresciuto a Castrovillari, in provincia di Cosenza, Giuseppe Panebianco si sta lentamente facendo strada nel mondo accademico della recitazione. Bello, voce profonda, spirito passionale e anima trasformista che lo ha portato a sperimentare tante cose prima di scoprire di essere nato per fare l’attore. Ha decisamente le carte in regola per sfondare e noi ve lo presentiamo.

Qual è stato il tuo ultimo lavoro?
La commedia “I babysitter” in cui recitano anche Diego Abatantuono e Francesca Cavallin. Il mio è un personaggio di striscio, interpreto il bel ragazzo elegante, diciamo così.

Ti rispecchi in questa descrizione?
Direi di sì, ma non sono solo ‘il be ragazzo elegante’. Sono tante cose.

Cos’altro sei?
Non è facile parlare di me, preferisco farlo attraverso i miei risultati. Sono comunque una persona con una grande passione che dà il massimo in ciò che fa e che spera di riuscire a trasmettere qualcosa agli altri.

Recitare non era il tuo sogno di bambino, giusto?
Forse era il mio sogno nascosto. La recitazione è arrivata nel momento giusto, quando tutto aveva un senso. Io nasco come sportivo, ho giocato a tennis in categorie importanti, vengo dalla medicina sportiva. Un’altra mia grande passione era il sassofono, uno strumento che ho suonato per anni in diverse formazioni. Poi nel 2006 sono stato tra i creatori del Peperoncino Jazz Festival, oggi accreditato tra i migliori festival d’Italia, e lì è avvenuta la svolta.

Cioè?
Un regista mi ha visto, si è innamorato della mia presenza scenica, del mio trasmettere emozioni dal palco, e mi ha scelto per il suo film. Sono stato onesto, gli ho detto che dal punto di vista musicale ero preparato ma cinematograficamente ero a zero, ma lui mi ha insegnato tante cose. Poi ho studiato in un’accademia romana e ho partecipato a molti workshop per farmi una cultura e diventare un bravo attore.

Dal futuro cosa ti aspetti?
Mi aspetto lo stesso entusiasmo che ho avuto fino ad ora e che mi ha spinto a fare le mie scelte. Questa energia è fondamentale. Cos’altro mi aspetto? Di continuare ad essere il sognatore che sono.

Il mondo della recitazione è un mondo precario. Ti spaventa?
No. Siamo in un mondo cangiante, in continua evoluzione. Adattarmi è la mia forza, ho tanta energia, non so stare con le mani in mano, per cui ben venga questo mondo che mi spinge a cambiare sempre, ad accettare nuove sfide.

Hai un attore al quale ti ispiri?
Amo così tanto cinema e attori che non so citarne uno.

C’è un ruolo che vorresti interpretare?
E’ la domanda più bella che potessi farmi, ma anche la più difficile. Forse più che altro vorrei un ruolo da protagonista con un regista capace di tirare il meglio da me. Il bello di essere attore è che non c’è una strada già tracciata, ogni giorno puoi diventare una persona diversa con un qualunque tipo di ruolo, e per questo puoi essere sempre un attore diverso. Non c’è cosa più bella che immergersi completamente in vite sempre diverse. E’ difficile, stimolante, ma penso di essere un attore trasversale.

Metti qualcosa di te nei tuoi personaggi?
Certo, non credo agli attori che affermano di restare completamente neutrali quando interpretano un ruolo. Credo solo al fatto che alcuni personaggi mettano in risalto alcune caratteristiche di te invece che altre.

Come influisce il tuo lavoro sulla vita privata?
Ho scelto questo lavoro proprio per non vivere in un contesto fatto di orari, routine, regole prestabilite. Questo richiede una grandissima consapevolezza, una grande forza e bisogna reinventarsi ogni giorno.

La tua compagna come vive tutto ciò?
Quando avrò una compagna te lo dirò! La verità è che per il momento sono troppo concentrato sulla carriera per dedicarmi all’amore.

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