Il ritrattista delle dive ritrae Valeria Marini: la sua reazione

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Valeria Marini è stata la madrina di Miss Teenager Original. La showgirl è stata affiancata da una giuria  Tecnica ed Artistica che ha portato sul palco nomi di spicco. Tra questi l’attore di tanti film di successo Gilles Rocca, la cantante e produttrice discografica Jo’ Chiarello che vinse il titolo di miss nel 1980 partecipando lo stesso anno al Festival di Sanremo ,la manager di moda Ketty Bellon, Giulia Geremia Miss Teenager 2003, Luigi Dell’Aglio scenografo Rai e Daniele Pacchiarotti, ritrattista delle dive che ha regalato un bellissimo  ritratto alla sua musa stellare.
Daniele, raccontaci la tua presenza sul palco di miss teenager original?

È stata un’esperienza fantastica, unica nel suo genere. Sapevo che avrei fatto parte della giuria artistica capitanata dalla dolcissima manager Ketty Bellon e che ci sarebbe stata una madrina davvero speciale, la nostra Diva stellare Valeria Marini. Mi sono preparato qualche mese prima per dare il massimo dell’espressione al quadro  perchè volevo che Valeria, che già  conoscevo,  fosse sorpresa, che mi stimasse e che rimanesse soddisfatta, così come anche il pubblico ci stava guardando. Per me rappresentava un’unione di Arti: la mia, la sua e l’affetto che ho per lei.

Quando hai donato il tuo dipinto a Valeria Marini, qual è stata la sua reazione? E Cosa ti ha colpito di Valeria al punto da volerla dipingere?
Sinceramente pensavo potesse piacerle, ma non fino a questo punto perché ho notato in lei un forte stupore. Mi ha ringraziato tante volte, ci siamo abbracciati, abbiamo ricordato aneddoti anche della nostra conoscenza e amicizia. Visto che Valeria è stata ritratta da grandi artisti come David la Chapelle, Milo Manara e tanti altri, non mi aspettavo tutto quello con lo stupore e soprattutto quella commozione, quegli abbracci così forti. Per me è stata una grandissima conquista, la considero veramente una grande diva.

Miss teenager original è la quindicenne Magdalena Rosà. Ti piacerebbe dipingere anche un suo ritratto?
Il senso del mio titolo “il ritrattista delle dive” ha un significato nascosto, cioè che “La diva non è altro che la parte vanesia che si cela in ognuno di noi”, quindi certamente anche Magdalena Rosà ha sicuramente dentro una parte vanesia che l’ha portata a partecipare a un concorso. Io l’ho vista cantare e suonare ed è sicuramente una bellezza molto particolare, inoltre porta con sè la meraviglia dei colori della sua terra, quindi perché non dovrei? Certamente sì.

Sei definito ‘il ritrattista delle dive’. Quali emozioni scaturiscono in te quando dipingi una star?
Vanto  alle mie spalle tanti ritratti se intendiamo le “star” nel senso più stretto della parola, tra l’altro anche due ex miss teenager che sono rispettivamente Barbara De Rossi e Milly Carlucci a cui ho consegnato i loro ritratti e sono state delle delle signore, oltre che bellissime Muse ispiratrici. Ogni persona che dipingo, in realtà, diventa una mia musa e una una diva per me. Non c’è un canone di bellezza o, diciamo, un livello di chissà quale visibilità: per me una diva è una persona che nasconde una determinata bellezza sia interiore che esteriore. Le emozioni che scaturiscono in me ogni volta che dipingo una di loro (partendo in questo caso dalla Diva per eccellenza di cui sono ritrattista ufficiale italiano grazie al manager del Marilyn Monroe fan Club e cultore della diva Gianandrea Colombo) è principalmente la sensazione di riportarne  gli occhi, l’espressione, l’Anima, uomo o donna che sia.

C’è una diva che vorresti ritrarre?
Ogni giorno ho la curiosità di superare sempre me stesso e di mettermi a confronto con delle prove quindi mi piacerebbe ancora dipingere Angelina Jolie e Monica Bellucci ma anche donne del passato come Marlene Dietrich. Ce ne sono ancora tantissime, chissà quale sarà la prossima a cui consegnerò un mio quadro! Le persone che mi hanno suscitato più interesse comunque le ho le ho già dipinte, ma mi piacerebbe ritrarre la diva che nascerà domani.

Qual è il dipinto al quale sei maggiormente legato?
E’ difficile definire un dipinto a cui sono maggiormente legato. Posso dire che il mio primo dipinto che ho consegnato a una grande celebrità ma soprattutto a una grande persona è quello di Raoul Bova il quale, rivedendosi, si è letteralmente messo a piangere. Lo considero non solo un sex symbol: dentro ha un’anima veramente come poche altre. Mi ha ringraziato all’infinito e diciamo che alla fine la sorpresa l’ha fatta lui a me! Sono legato anche molto alle mie copie d’autore che hanno scambiato per originali, come ad esempio alcune riproduzioni della regina dell’Art Decò Tamara De lempicka. Ancora, sono legato al ritratto della divina Anna Magnani: per riportarla in maniera fedelissima non dormivo giorno e notte finché non riuscivo a tirare fuori la sua anima e quello sguardo particolare, quelle rughe a cui lei teneva tanto, quegli zigomi sporgenti e la sua espressione di di malinconia e di tristezza ma allo stesso tempo molto austera. Ecco, Anna Magnani è stato uno degli esperimenti più belli e una delle anime più forti che mi abbiano coinvolto, perché non c’è più grande soddisfazione per me di rivedere vivere un’Anima.

Quanto impieghi a realizzare un ritratto?
Spesso è molto semplice  dire “mi fai un ritratto?”.  Ma la le persone devono capire che il ritratto non è una fotografia: è un’interpretazione, è uno stato d’animo, è un tirar fuori da non so neanche io dove una forza interiore incredibile specialmente per chi come me fa dei ritratti “veritieri” o  realistici. Mi dicono che conto persino i capelli! Spesso la gente preferisce una ristampa a poco prezzo nelle famose catene di negozi. Il lavoro di un artista o di un artigiano è duro e faticoso ma è tutt’altra cosa, tutt’altra emozione, e per realizzarlo ci si possono mettere anche mesi.

Com’è nata questa tua passione?
Più che passione, la chiamo vocazione perché già all’età di 4 anni io nei viaggi lunghi in macchina ritraevo tutti i miei parenti. E’ stato per me anche un modo per scappare un po’ dalla realtà, vivere in un mondo alternativo per poi prendere la mia strada studiando e spiccare il volo come scenografo verso i più grandi teatri, tv e film.

Sei diventato amico delle star che hai ritratto. Che tipe sono le dive quando sono lontano dalle telecamere?
Tengo a sottolineare che nasco televisivamente da un grande maestro che mi dava la possibilità di portare tutti questi ritratti delle mie icone per 10 anni in Rai, il grande Gabriele La Porta, direttore Rai e filosofo:  insomma un grande maestro di televisione e di vita. Ho continuato a fare delle delle cose anche fuori dalla televisione in quanto non è il mio unico  luogo di espressione. Ho unito spesso l’utile al dilettevole, arte, tv, arte con la moda, per cui molte star le conoscevo. Però è stato forse il mio carattere espansivo o forse la mia complicità con loro a far sì che diventassimo anche amici. Penso che le persone come Raoul Bova, Milly Carlucci, Nancy brilli, Barbara De Rossi, Maria Monsè, Valeria Marini, Tina Cipollari, Angelo Sanzio il Ken italiano e tanti altri che ho ritratto mi abbiano dato qualcosa in più. Li ho scelti e ho semplicemente restituito loro l’amore che magari vedevo prima solo tramite lo schermo. E’ un attestato di stima. C’è chi recita un personaggio, ma alla fine siamo tutti persone e loro hanno qualche vezzo in più. Ci tengono ad essere coccolate, perché spesso sono tanto popolari, ma in fondo, come tutti noi, si sentono a volte “sole”, ma sono tutte persone fantastiche.

di Sonia Russo
Foto di Antonello Ariele Martone

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