Debutta questa sera al Teatro Quirino, nel cuore di Roma, “A che servono gli uomini?”, una commedia per nulla femminista, a dispetto del titolo, capace di trascinare il pubblico toccando un tema caro a molte donne sole: il desiderio di avere un figlio. Con leggerezza, ironia, equivoci e tante risate, la commedia racconta l’avventura di una donna determinata, che ritiene di poter vivere felicemente sola e che decide, prima che sia troppo tardi, di mettere al mondo un figlio, sfruttando le possibilità della fecondazione artificiale. Ma è proprio la gravidanza a mettere Teo – la protagonista interpretata dalla brava e spiritosa Nancy Brilli – di fronte alla sua solitudine e a mettere in discussione la sua visione del mondo. Nel cast c’è anche l’immensa Fioretta Mari che ci ha concesso una bella chiacchierata.
Fioretta, stasera si debutta. Cosa prova?
Sono davvero molto agitata perché si tratta di una prima importante. Tutte le prime lo sono, ma questa lo è in modo particolare. Mi sento però anche molto grata. Visto che mancano due giorni al Natale, voglio ringraziare il Bambinello che nasce perché sono molto fortunata, lavoro con attrici straordinarie. In tutti gli spettacoli ho avuto la fortuna di lavorare con colleghe meravigliose con cui si è creato un feeling speciale.

Come si smorza la tensione prima di andare in scena?
Il cuore batte forte, ho quasi la tachicardia. Io non mangio prima di andare in scena: è un fatto di serietà verso questo grande impegno.

Cosa può dirci dello spettacolo?
È uno spettacolo che richiede grande attenzione perché è tutto sul ritmo. La scena è tutta bianca mentre gli attori sono vestiti come in un film in technicolor. Per fare questo spettacolo ho lasciato la tv e altre compagnie importanti, ho rinunciato con dolore alla mia scuola con Simona Izzo, e soprattutto all’America, dove insegno in una prestigiosa accademia. Sono l’unica italiana in mezzo a nomi internaionali del calibro di Al Pacino e questo mi riempie di orgoglio.

“A cosa servono gli uomini?” è stato adattato, tra gli altri, da Lina Wertmüller, reduce dal Premio Oscar alla carriera.
Ebbi la fortuna di conoscerla tanti anni fa. E’ una grande donna, una illustre signora di 90 anni, dolcissima, intelligentissima, tenerissima. Incontrarla mi commuove perché è un mondo, un mondo che ci rappresenta e ci onora. L’Oscar è meritatissimo, ma è arrivato troppo tardi. Che dire, meglio tardi che mai. Sono ancora più felice perché non solo è italiana, ma è anche donna.

Che rapporto ha con le donne?
Ho una stima profondissima per le donne. Sono dalla parte delle donne in gamba, perché le donne che non sono in gamba sono pericolose. Il segreto è che la donna sia tua amica. Io ho avuto enorme fortuna a incontrare grandi donne, una delle più grandi è Maria De Filippi con cui ho lavorato per 10 anni ad Amici.

Le piacerebbe tornarci?
Oggi Amici è molto diverso. Credo, però, che la dizione possa servire sia ai cantanti che ai ballerini. Il musical, poi, potrebbe tornare perché piaceva molto e forma artisti completi.

A proposito di artisti, anche sua figlia Ida Elena DeRazza lo è…
E’ una grande cantante celtica che però ormai da molti anni lavora all’estero. Mi dispiace vedere i giovani talenti del nostro paese emigrare, io mi batto affinché i giovani artisti riescano a lavorare e ad esprimersi nel nostro paese. E, ovviamente, spero che anche mia figlia torni a lavorare in Italia.

Di Sonia Russo

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