KASIA: “DEL MIO UOMO VORREI CONOSCERE TUTTO, ANCHE I PENSIERI PIU’ PROFONDI”

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La sofisticata Kasia Smutniak è una delle protagoniste della cena al massacro portata al cinema in “Perfetti Sconosciuti” da Paolo Genovese. Commedia drammatica e divertente, che il regista ha scritto dopo aver letto una frase di Gabriel Garcia Marquez che diceva “ognuno di noi ha una vita pubblica, una privata e una segreta”. La sofisticata attrice polacca interpreta Eva la padrona di casa, una psicologa, moglie del chirurgo plastico Rocco (Marco Giallini) e mamma di una figlia diciasettenne che durante una serata tra amici li invita a partecipare al un gioco della verità telefonica. Gli altri commensali sono due coppie, composte da Cosimo (Edoardo Leo), un tassista che si è da poco sposato con la veterinaria Bianca (Alba Rohrwacher), i coniugi Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta) e l’amico Peppe (Giuseppe Battiston), insegnante di ginnastica sovrappeso in cerca di amore. Tutti gli apparecchi sul tavolo. Nessuno deve nascondere nulla agli altri su gli sms, chat e chiamate in arrivo. All’inizio sembra un passatempo innocente, ma mano a mano, si scopriranno segreti, tradimenti, “non detti” e rivelazioni feroci che svelano come in fondo siamo tutti dei “perfetti sconosciuti”.

In “Perfetti sconosciuti” vengono svelati segreti nascosti e fragilità umane

Nel film non ci sono solo segreti negativi e sconvolgenti. Emergono anche cose molte tenere e belle, come nel caso del mio personaggio e quello di Marco Giallini, che tramite una chiamata scoprono di amarsi ancora tantissimo. Quindi i segreti sono segreti, non necessariamente orribili ma anche molto rivelatori.

Dopo il recente “Family Day”, quanta strada manca ancora per acquisire gli stessi diritti?

L’Italia è l’unico paese rimasto ancora incivile che non ha una politica a favore dei diritti degli omosessuali, lesbiche e transgender.

Quale è il suo rapporto con i social?

Io ho un pessimo rapporto. Qualche anno fa avevo una pagina Facebook in cui non mi si filava nessuno perché ho talmente tanti fake. Non avevo messo la mia foto perché mi sembrava troppo e ho inserito delle montagne e nessuno mi ha contattato. Una tristezza infinita.

E invece con il cellulare?

Sembra un discorso da vecchia signora ma confesso di avere un rapporto difficile. Il mondo è cambiato e bisogna adeguarsi ed è inutile aspettare che ritorni quello che era prima. Questo piccolo oggetto, che ha cambiato il modo di rapportarsi nella vita, è il protagonista del nostro film – e infatti viene giustamente chiamato la nostra scatola nera – è il luogo dove è racchiuso quasi tutto quello che siamo e metterlo sul tavolo come fanno i nostri protagonisti può diventare davvero pericoloso.

Parteciperebbe ad un gioco al massacro come quello dei protagonisti nel film?

Si, perché no? Facciamo pulizia, liberiamoci! A me questo gioco sembra anche un modo per farsi scoprire e giocherei volentieri a carte scoperte. Da qualche anno cerco di vivere apertamente e di mantenere la massima sincerità con me e con gli altri. Il telefonino è l’ultima frontiera.

Il film uscirà a ridosso di San Valentino, come lo festeggerà?

Io odio San Valentino quindi questo è un film perfetto.

Le è mai venuto voglia di controllare il telefonino del suo partner?

Certo che si. Io del mio uomo vorrei sapere tutto, i pensieri più profondi, le fobie.

Il suo personaggio Eva è una mamma che vuole sapere tutto su sua figlia, lei come è nella vita?

E’ una mamma che sbaglia tanto e ha un pessimo rapporto con la figlia, conflittuale. Non ha la capacità di guardarsi dentro, anche la sera in cui decide di scoprire le carte servirà a lei per capire se stessa. E’ difficile giudicarsi come madre e vedersi da fuori e capire che persona sei, poi nessuno è perfetto.

Come è stato lavorare in coppia con Marco Giallini?

Io e Marco siamo una coppia perfetta, lavorare con lui è stato molto semplice e divertente.

di Paola Medori

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