L’amore segreto di Ermal Meta

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Nel 1994, il 13enne Ermal Meta arrivò a Bari da una cittadina albanese distante cento chilometri da Tirana. Con lui c’erano la madre, il fratello e la sorella. Fuggivano verso un rifugio sicuro, lontano da un padre violento. Nei primi giorni di scuola, la prof gli chiese cosa avrebbe voluto fare da grande. «La rockstar», rispose lui, suscitando le risate degli altri ragazzini della classe. Ma Ermal aveva dalla sua parte la famiglia, che attese con fiducia la realizzazione di quel sogno. L’amore per la musica trasmesso dalla mamma violinista e un innato talento per la scrittura fecero in modo che l’artista si affermasse sia come autore che come cantautore: un paio di band per farsi le ossa (gli Ameba 4 e La Fame di Camilla) e poi la decisione di spiccare il volo da solo. Dopo il successo (e il terzo posto a Sanremo 2017) con la stupenda “Vietato Morire”, che raccontava proprio di quel genitore violento, Ermal ha trovato la consacrazione con la toccante “Non mi avete fatto niente”, con la quale, in coppia con Fabrizio Moro, ha vinto il Festival 2018. Insieme al grande successo artistico, coltivato anno dopo anno, il cantante ha trovato anche l’amore. Otto anni fa si è legato a Silvia Notargiacomo, speaker radiofonica di Radio Zeta, emittente del gruppo di Rtl 102.5. Per molto tempo Ermal e Silvia sono riusciti a proteggere il loro sentimento dalla curiosità dei media. Hanno però “scoperto le carte” in due significative occasioni. Lui le ha dedicato lo splendido brano “Ragazza Paradiso”, incluso nell’album “Vietato Morire”: “Nei tuoi occhi c’è il cielo più grande che io abbia visto mai/ E le tue braccia uno spazio perfetto in cui ci tornerei per sempre” canta Meta. Lei ha scritto una dedica per lui in occasione della sua vittoria a Sanremo: “Ecco la Felicità: sono tutte quelle piccole cose che hai accolto, accarezzato, amato ad averti portato fin qui… ed io sono felice con te”. Oltre alla passione per la musica, l’artista e la speaker condividono quella per i viaggi. E anche quella per i bambini: ne faranno presto uno tutto loro?

di Marina Mannino

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