Luca Paolo Rossi: “GLI STADIO… LI HO INVENTATI IO!”

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Frizzante, originale e creativo è il giovane stilista marchigiano Luca Paolorossi. Classe 1972, oggi è a capo della sartoria che porta il suo stesso nome. Prende le misure e crea abiti per tantissime star a cui dona un “taglio” differente. Da David Beckham, Gabriel Garko a Fabrizio Corona tutti lo vogliono. Non solo, il suo gusto per l’eleganza ha contribuito a far vincere gli Stadio all’ultimo Festival di Sanremo, come conferma lo stesso Gaetano Curreri. Nell’ostinata convinzione che “la bellezza salverà il mondo” ci regala consigli di stile, davvero preziosi.

 

Come ha iniziato?

E’ nato tutto con la passione per la bellezza e tanta ambizione. Tutta la mia vita è una gara per raggiungere un obiettivo. Vengo da una famiglia di sarti marchigiani. Volevo uscire fuori, avere successo. Sognavo di diventare come quegli imprenditori del nord Italia che andavano a Cortina o a Porto Cervo con le loro Rolls Royce e vedevo sempre al cinema nei “cinepanettoni”.

 

Come è riuscito ad far diventare rinomata la sua sartoria?

Per realizzare i propri sogni devi solo lavorare duramente. Ho iniziato a 13 anni. Durante la settimana imparavo il mestiere stando in sartoria con mio padre. Il sabato, mentre i mie amici andavano a giocare, io recuperavo nelle fabbriche della zona i jeans usati, di 3a scelta, li risistemavo per poi rivenderli al mercato.

 

Una professione tramandata di generazione in generazione?

La nostra famiglia ha lavorato sempre con le stoffe. Il mestiere è stato tramandato dal mio prozio Isidoro Garbuglia che faceva il sarto, già dai primi del ‘900.  La sartoria poi è passata di moda. Abbiamo avuto un tracollo, dagli anni ‘60 ai ‘90, per l’avvento della grande industria, degli abiti già confezionati e delle campagne pubblicitarie. Nel 1994 ho preso in mano, a soli 22 anni, l’azienda di famiglia. E ho rimesso in piedi la sartoria Paolorossi.

 

Cosa è per lei la moda?

Non la seguo perché la sartoria non realizza capi che vanno di moda. Per me è un circo che ha rovinato il buon gusto. Io mi allontano da tutto questo. Noi siamo una sartoria e i nostri capi durano nel tempo.

 

Quali tendenze non le piacciono?

Il pantalone corto perché è troppo corto. Il risvoltino in fondo ai pantaloni, perché è troppo da sfigato. Per non parlare della assurda tendenza di andare in giro senza calze.

 

Gli Stadio, che lei ha vestito a Sanremo, hanno vinto anche grazie all’eleganza?

Io e la loro manager abbiamo detto a Gaetano Curreri che sul palco dell’Ariston gli Stadio dovevano essere eleganti. Alla fine del Festival mi hanno detto: “Luca, la nostra vittoria è arrivata anche grazie al vostro impegno”. Mi hanno ringraziato perché gli ho fatto fare una bella figura. Hanno vinto anche per lo stile.  Gaetano è una persona squisita e gli Stadio sono dei grandi artisti.

 

 

Quali star del mondo dello spettacolo ha vestito?

Ne vestiamo molti da David Beckham, Franco Nero a Cristian De Sica, Eva Grimaldi, Natascia Stefanenko Gabriel Garko, Fabio Cannavaro, Fabrizio Corona, Alessandro Preziosi, Maria Grazia Cucinotta e Mario Cipollini. Ma anche stilisti come Cesare Paciotti.

 

 

Ha vestito Garko per Sanremo?

Siamo amici e lo vesto dai tempi de “Il Bello delle donne”, ma non sono riuscito a vestirlo per il Festival perché mi ha chiamato, a fine gennaio, chiedendomi dei capi. Ho dovuto dirgli di no, perché c’era troppo poco tempo.

 

Le star di oggi conoscono il vero stile?

Indossano i vestiti che gli vengono dati dai brand di moda perché in questo momento di stallo economico non ci sono più tante aziende disposte a investire sui vip. Loro prendono quello che gli capita, per non spendere soldi. Poi c’è la star intelligente che preferisce pagare e indossare un abito che le piace e non solo perché gli viene regalato.

 

Chi considera davvero elegante in Italia?

Una donna che mi piace, a cui dò sempre 10, è Benedetta Parodi. Apprezzo anche Daniela Santanchè perché è sempre molto attenta allo stile. Trovo bellissima Anna Tatangelo, che è migliorata nel look da quando ha preso consapevolezza delle sua età.

 

E tra gli uomini?

Ho riscoperto Massimo Giletti. E’ un gentiluomo che con le sue giacche lavate abbinate a comodi jeans riesce tutte le domeniche pomeriggio a tenere a bada milioni di telespettatori.

 

Quale Divo vorrebbe vestire?

George Clooney perché adoro il suo aplomb. Non mi ritrovo, invece, in altri giovani come Brad Pitt che reputo troppo esagerati e mascherati nel look. Poi mi piace anche il simpaticissimo Will Smith.

 

A quale vip rifarebbe totalmente il look?

Riccardo Scamarcio ha uno stile troppo “basso profilo” e non capisco perché non voglia darsi un tono, visto che se lo può permettere. Poi rifarei il look a molti giocatori di calcio, soprattutto a quelli con le creste, gli raderei le teste, e poi li rivestirei totalmente. I giovani oggi emulano i calciatori che vanno vestiti come degli “scappati di casa” con magliette, t-shirt bucate da scafisti e poi li vedi salire sulle Ferrari. Quando si esce bisogna indossare sempre la camicia. A tal proposito ho lanciato su Instagram l’hashtag  #vestitevi bene.

 

La bellezza salverà il mondo?

Dostoevskij lo diceva da sempre e io mi batterò affinché abbia veramente questo ruolo. La bellezza deve salvare il mondo.

 

Cosa non deve mancare nell’armadio di una donna?

L’eleganza della donna è in un outfit dal taglio maschile, alla Marlene Dietrich. Una donna deve sempre avere nel suo guardaroba: un jeans stretto, una camicia taglio uomo e una scarpa décolleté. Per me questi tre pezzi rappresentano il massimo dello chic.

di Paola Medori

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