Max Nardari ha da poco pubblicato “Fragile” un nuovo brano che è molto più di un singolo: Max, infatti, con la collaborazione di Emiliano Leone, uno dei massimi esperti in animazione ed effetti visivi, ha prodotto un videoclip musicale in animazione che accompagna “Fragile”, raffinato e cinematografico. Un modo esemplare per riaffermare come musica e cinema siano per lui fonte continua di ispirazione e un modo personalissimo di fare arte. Max Nardari regista sensibile e attento, riesce con le sue commedie a strappare un sorriso senza rinunciare a farci riflettere su temi di attualità a sfondo sociale che sono spesso al centro dei suoi corti. Oggi Max si racconta per noi mostrandoci la sua “fragilità” e come questa sia diventata la sua vera forza.

Max, “Fragile” è autobiografico?

E’ un brano che mi somiglia ma al tempo stesso, ha un respiro più ampio che riguarda tutti noi. “Fragile” dimostra come la fragilità non sia da intendersi debolezza ma risorsa. Un modo di guardare agli altri e al mondo, accogliente e attento. Nella sofferenza si trovano gli spunti per ripartire, per diventare migliori perché fa parte della vita, come il buio si alterna alla luce. Avere sensibilità potrebbe sembrare un vero tallone d’Achille, in realtà ci permette di assaporare pienamente tutta la bellezza che ci è offerta.

Il vero protagonista del video è il Pianeta che sembra indicare all’umanità quale sia la vera speranza. Com’è stata sviluppata questa idea attraverso le immagini?

Il Pianeta che nel videoclip rifiorisce, simbolicamente, come un albero è un’immagine di speranza, la stessa che deve sostenerci sempre. Il videoclip è uscito in un momento in cui come creativo, sentivo di avere la responsabilità di dare un contributo alla sospensione e al timore causato dalla pandemia.  Dopo le prime scene quasi fantasy, cupe e drammatiche, arriva la luce: si intravede una nuova fioritura a sottolineare la ripartenza e una nuova primavera. Momenti drammatici che sfociano in un crescendo fino alle immagini di  mongolfiere multicolori che con il loro volo evocano il nostro desiderio di libertà e leggerezza.

Sei figlio unico: papà imprenditore e  mamma avvocato di spicco. La tua creatività ha creato problemi in famiglia?

La mia famiglia nonostante sia figlio unico mi ha permesso, dopo il liceo classico, di fare il DAMS e laurearmi in regia. Da bambino giocavo con sei coetanei figli di amici di famiglia, oggi avvocati come i padri, tutti a parte me! Pensa che mia mamma Renea Rocchino Nardari , una splendida donna dalla chioma rosso fuoco, è stata la prima donna avvocato della Sacra Rota riuscendo ad entrarvi a cinquantasei anni dimostrando una determinazione non comune. Sarebbe stato facile seguire le sue orme e subentrare nello studio ormai avviato, ma non faceva per me. Lei e mio padre mi hanno lasciato libero di trovare la mia strada, incoraggiandomi e sostenendomi.

Si dice di te che ti affezioni ai luoghi oltre che alle persone. E’ vero?

E’ vero! Sto partendo per Terni, dove avevo girato “La mia famiglia a soqquadro” e dove girerò il video del prossimo singolo che uscirà a breve. Lì ho bellissimi ricordi e uno staff col quale ho collaborato che mi fa piacere rivedere. Potendo scegliere ho voluto ritornare in questa bella città  e attorniarmi di persone che conosco bene.

Un altro singolo che introduce un nuovo importante lavoro. Vuoi parlarcene?

Sto lavorando agli ultimi ritocchi dell’album che uscirà prima della fine dell’anno e che sancirà questo mio nuovo percorso come regista, produttore ma anche cantautore. Un vero e proprio spartiacque nella mia carriera dove finalmente musica e cinema saranno la libera espressione di quanto ho nel cuore. Il singolo è un pezzo funky con sonorità pop dance anni ’90 che nel video si avvarrà di un corpo di ballo formato da undici ballerini di Hip Hop. Un progetto di cui vado davvero fiero, nel quale ho potuto esprimermi liberamente e “volare” come quelle mongolfiere multicolori del videoclip di “Fragile”.

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