I WakeUpCall, dopo un importante produzione in inglese, con il loro primo brano in italiano Tu Non Ascolti Mai, pubblicato in pieno lockdown, hanno confermato quale sia la loro stoffa, entrando e rimanendo stabili nella classifica degli artisti italiani indipendenti per settimane, superando ogni aspettativa. La rock band capitolina ha all’attivo più di 400 date in tutto il mondo dimostrando attitudine al viaggio e ai lunghi tour. Fino all’inizio del 2020, hanno scritto in inglese ma oggi il loro rock parla italiano: il 15 luglio è in uscita un ’altro singolo: Fortunati Mai è un brano ironico, che come in una polaroid senza filtri o trucchi, racconta tutto quello che può succedere quando si è una rock band e si va in giro a suonare. Tommaso e Oliviero Forni, Francesco Tripaldi e Antonio Aronne sono i WakeUpCall, oggi facciamo due chiacchiere con Tommaso, detto il “capitano” e portavoce del gruppo.

Dall’inglese all’italiano: una scommessa stra-vinta se guardiamo al successo di Tu Non Ascolti Mai. Che cosa ha significato questo cambio di direzione?
E’ stata sicuramente una sfida fatta con noi stessi. Per chi fa rock, l’inglese è la lingua per eccellenza ed è stata anche la nostra dagli esordi fino alla fine del 2019. Eravamo titubanti, temendo che il nostro graffio rock si perdesse con l’italiano che ha costruzioni grammaticali molto diverse. Ormai scrivendo in inglese da anni, sapevamo come farlo, ma dato che  le sfide ci piacciono, dopo aver girato tanto dalla Cina alla Russia, volevamo “tornare” in Italia. Questa nuova avventura ci ha permesso di lavorare tutti e quattro insieme esplorando nuove modalità di scrittura e devo ammettere che ci sta dando molte soddisfazioni. Abbiamo scritto molto e questo in uscita è solo il secondo di una dozzina di brani nuovi. Questa nuova produzione ha stimolato moltissimo la nostra creatività e abbiamo pronto un intero live set inedito per quando potremo fare i nostri concerti.

In dieci anni di attività avete dimostrato la vostra caratura: un carattere ben definito, musicisti eccellenti, testi curati e profondi. Quanto è stata importante per la vostra evoluzione e crescita, la vostra indipendenza?
Abbiamo sempre avuto una grande passione e la convinzione di voler fare la nostra musica, quella che ci piace. Ci sono voluti anni, sacrifici ma abbiamo sempre creduto che ne valesse la pena. Più di una volta abbiamo ricevuto proposte da diversi produttori, ma non abbiamo mai voluto scendere a compromessi che potessero stravolgere il nostro modo di essere. Oggi stiamo valutando una serie di opportunità nuove  che potrebbero significare una svolta importante, arrivando dalle persone giuste e sicuramente anche al momento opportuno. La nostra indipendenza non ci impedisce di confrontarci e accettare indicazioni costruttive, che sono da sempre ben accette.

Quanto è stato importante il vostro percorso, le tante date fatte all’estero e la strada fatta?
E’ stata molto importante soprattutto dal punto di vista umano. Abbiamo imparato a conoscerci bene, a capirci. Oliviero ed io siamo fratelli, in ogni caso abbiamo dovuto trovare nuovi equilibri con Antonio e Francesco. Quando si affrontano lunghi tour, la convivenza può essere difficile costellata d’imprevisti, stanchezza e nervosismo. Siamo cresciuti molto da questo punto di vista e la gavetta fatta è stata di aiuto. Abbiamo macinato tanta strada, abbiamo fan in Russia, in Svizzera, in Germania ma oggi vorremmo davvero poter fare i nostri concerti in Italia dal nord a sud, ponendo un’attenzione particolare alla nostra bella penisola.

Il 15 luglio uscirà un altro singolo Fortunati Mai, puoi anticiparci qualcosa Tommaso?
Fortunati Mai è un brano autoironico, che si discosta dagli altri più introspettivi e “seri”. Una filosofia di vita che ci appartiene: nonostante le difficoltà, andiamo avanti senza rinunciare o “snaturare” la nostra musica, perché ci piace quello che facciamo e come lo facciamo. In un mondo dove ci si vuole mostrare perfetti e invincibili, noi scattiamo un’istantanea che ci ritrae esattamente come siamo, raccontando cosa può succedere in tour:  il possibile e anche l’impossibile.

A quando finalmente il live?
Abbiamo suonato in acustico in un noto locale romano, e il 27 luglio saremo al Teatro all’aperto Ettore Scola alla Casa del Cinema, a Roma per l’evento Sotto lo stesso cielo, racconti e immagini di Roma fra gli anni ’60 e ’80. Suoneremo alternandoci ad attori per raccontare gli anni in cui tutto venne messo in discussione e tutto sembrava possibile, in cui si cominciava a desiderare, se non tutto almeno qualcosa.

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